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VALUTAZIONE DELLA POTENZA AEROBICA

La valutazione della massima potenza aerobica di un soggetto è molto importante per conoscere lo stato di forma, sia dal punto di vista della prestazione sportiva che della condizione di fitness generale. Tale valutazione può essere eseguita sia con test diretti che indiretti. Alcuni dei test indiretti, conosciuti in letteratura, sono facilmente repricabili in una palestra e ci permettono di misurare:

  • La massima potenza aerobica
  • La velocità aerobica massimale (VAM)

Tra i metodi indiretti, quelli più semplice da eseguire, sono il test di Cooper [1] ed il Rokport fitness walking test (o test della camminata).

Il primo è preferibile utilizzare con persone allenate e abituate alla corsa, il secondo in persone poco allenate o di età avanzata.

Richiedono entrambi soltanto la disponibilità di un cronometro e di un tapis roulant con contachilometri.

Esecuzione del test di Cooper

Il test consiste nel percorrere il maggior numero di chilometri in 12’, il risultato è dato dalla distanza percorsa. “È un test di potenza perché esiste una correlazione significativa tra la distanza percorsa in 12’ e la massima potenza aerobica (espressa in mL/kg/min), ricavabile dalla formula:

 

(d12-504.999) / 44.73

Dove d12 è la distanza (in km) percorsa in 12’” [2]

 

 Una volta terminata la prova confronto la distanza ottenuta nelle tabelle di riferimento e ottengo lo stato di forma del soggetto.

Per ottenere il calcolo della soglia anaerobica procedo in questo modo:

  • Moltiplico la distanza percorsa per 5 (ottengo la distanza media percorribile in un’ora e la relativa velocità media. Il valore ottenuto rappresenta il 110 – 115% della soglia anaerobica.
  • Quindi divido il risultato per 110 e moltiplico per 100, poi ripeto l’operazione dividendo per 115 e moltiplicando per 100 per ottenere il range di lavoro

Esempio:

Se nel test di Cooper percorro 2Km, moltiplico 2 per 5 e ottengo 10, poi:

10/110×100=9,10

10/115×100=8,7

Il soggetto ha una velocità aerobica massima tra i 8,7 e 9,10 km/h

 

Se abbiamo a disposizione il valore di VO2max:

VAM (Km/h) =VO2max/3,5

 

Esecuzione del Rockport Fitness walking Test [3]

Consiste nel camminare su un tapis roulant ad un passo costante e alla massima velocità per un miglio (1609 metri). Al termine annotare il tempo impiegato e la frequenza cardiaca.

È un test submassimale che permette di valutare il massimo consumo di ossigeno

 

 

 

Valori di riferimento VO2max [4]

 

MASCHI
Età Molto scarso Scarso Medio Buono Ottimo Eccellente
13-19 <35.0 35.0 – 38.3 38.4 – 45.1 45.2 – 50.9 51.0 – 55.9 >55.9
20-29 <33.0 33.0 – 36.4 36.5 – 42.4 42.5 – 46.4 46.5 – 52.4 >52.4
30-39 <31.5 31.5 – 35.4 35.5 – 40.9 41.0 – 44.9 45.0 – 49.4 >49.4
40-49 <30.2 30.2 – 33.5 33.6 – 38.9 39.0 – 43.7 43.8 – 48.0 >48.0
50-59 <26.1 26.1 – 30.9 31.0 – 35.7 35.8 – 40.9 41.0 – 45.3 >45.3
60+ <20.5 20.5 – 26.0 26.1 – 32.2 32.3 – 36.4 36.5 – 44.2 >44.2

 

FEMMINE
Età Molto scarso Scarso Medio Buono Ottimo Eccellente
13-19 <25.0 25.0 – 30.9 31.0 – 34.9 35.0 – 38.9 39.0 – 41.9 >41.9
20-29 <23.6 23.6 – 28.9 29.0 – 32.9 33.0 – 36.9 37.0 – 41.0 >41.0
30-39 <22.8 22.8 – 26.9 27.0 – 31.4 31.5 – 35.6 35.7 – 40.0 >40.0
40-49 <21.0 21.0 – 24.4 24.5 – 28.9 29.0 – 32.8 32.9 – 36.9 >36.9
50-59 <20.2 20.2 – 22.7 22.8 – 26.9 27.0 – 31.4 31.5 – 35.7 >35.7
60+ <17.5 17.5 – 20.1 20.2 – 24.4 24.5 – 30.2 30.3 – 31.4 >31.4

 

Prof. Matteo Rossi

Athletic trainer

 

[1] Cooper 1968

[2] G. S. Roi, I test di valutazione funzionale nel calcio, Edizione Correre, 2014

[3] https://www.my-personaltrainer.it/rockport-test.html

[4] ibidem

 

Intervista a Antonio Englaro, insegnante di Aikido presso il CUS Bergamo

 

COSA É L’AIKIDO?

AIKIDO è l’acronimo di tre parole, Ai (unione/legame), Ki (energia/spirito), Do (via/metodo). E’ un’elegante arte di autodifesa di rara potenza ed efficacia, che non è frutto dell’applicazione di forza fisica, ma l’esecuzione di precisi e raffinati movimenti studiati e ripetuti innumerevoli volte con impegno fisico e mentale.

 

COME E QUANDO HAI CONOSCIUTO L’AIKIDO?

L’ho incontrato per caso, nel 1998. Per motivi di lavoro avevo conosciuto un insegnante di Judo, il quale mi invitò presso la palestra dove insegnava per una lezione di prova. Il giorno indicato mi sono presentato, ma sbagliai l’orario, arrivando un’ora prima. In palestra c’era un piccolo gruppo di atleti che stava praticando sui tappetini, sotto l’attenta guida di un barbuto omone. Alcuni di loro indossavano una strana gonna-pantalone di colore nero, altri no. Dopo dieci minuti, l’insegnate mi chiese cosa volessi, sentita la mia risposta mi disse che Judo iniziava un’ora dopo, quindi mi offrì due possibilità: andarmene e tornare dopo, oppure salire sul tatami. Da quel momento, metaforicamente, non sono più uscito dal dojo, ne’ sono sceso dal tatami, ricevendo da lui il mio primo hakama (i tipici pantaloni neri indossati dai praticanti di arti marziali tradizionali). Devo ringraziare questo Maestro per l’opportunità della scoperta, ma anche un altro Maestro incontrato in seguito per gli anni che mi hanno dedicato.

 

A CHI É CONSIGLIATO? LO POSSONO FARE TUTTI O VI SONO LIMITI DI ETÀ?

E’ consigliato a tutti, non ci sono limiti di età, sia per iniziare sia per continuare la pratica. A qualunque età produce benefici fisici e mentali fortemente percepibili. Nei più giovani favorisce lo sviluppo motorio generale, nei più maturi favorisce il mantenimento delle capacità motorie. Per tutti favorisce lo sviluppo e il mantenimento di un buono ed equilibrato tono muscolare.

 

SE UN RAGAZZO/A VOLESSE INIZIARE AIKIDO, COSA CONSIGLIERESTI? SERVE UN ABBIGLIAMENTO PARTICOLARE?

A chi vuole iniziare, consiglio di provare, ma soprattutto di non demordere e insistere, i primi riscontri positivi saranno percepiti già dopo poche lezioni. Come abbigliamento consiglio di mettersi comodi: un paio di pantaloni della tuta e una maglietta; una volta deciso, meglio acquistare un keikogi (molti lo chiamano kimono), diverrà il più amato capo di vestiario da allenamento.

 

COME É STRUTTURATO UN ALLENAMENTO?

L’allenamento inizia sempre con il saluto tradizionale, brevi esercizi di respirazione per predisporsi mentalmente alla lezione, riscaldamento muscolare, esercizi con movimenti di base, spiegazione ed esecuzione di due o tre tecniche, esercizi di stretching e rilassamento, infine saluto tradizionale.

 

É UNO SPORT PERICOLOSO? QUALI SONO I BENEFICI E QUALI I RISCHI?

Molto dipende dalla cultura della sicurezza che l’insegnante vuole veicolare agli allievi; quando necessario deve saper rallentare e mettere in luce i potenziali rischi e le cautele da adottare per proteggersi. I benefici sono fisici e mentali. La pratica non è percepita come ripetitiva né monotona, i movimenti e le tecniche favoriscono lo sviluppo e il mantenimento equilibrato del tono muscolare, favoriscono l’acquisizione e il mantenimento dell’elasticità fisica, dell’agilità ed l’equilibrio, spingendo naturalmente il praticante a mantenere una postura corretta, morbida e rilassata. Ogni tecnica è eseguita secondo le capacità del praticante, ciò favorisce l’autovalutazione e la conoscenza del proprio corpo, quindi consapevolezza di se’ stessi.

 

ESISTONO GLI AGONISTI DI AIKIDO? PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

Nell’AIKIDO non esistono competizioni sportive, di conseguenza non esiste l’agonismo né gli agonisti. Per semplificare, l’AIKIDO va oltre lo sport, la competizione è con noi stessi. L’aikidoka ha molte caratteristiche in comune con gli atleti sportivi, è dotato di volontà, determinazione, perseveranza, è disciplinato, ordinato, rispettoso di se’ stesso e degli altri. Ha anche delle peculiarità: deve agire per preservare se’ stesso ed il compagno, deve mantenere sempre la calma e la lucidità, agisce sempre proporzionalmente alle capacità del compagno con cui si allena, non sente il bisogno di prevalere ma di collaborare, impara dai grandi maestri ma anche con i principianti, di massima sul tatami non può rifiutare un invito di un altro praticante, ama godersi il momento e la circostanza, apprende ad ogni lezione almeno una cosa (al massimo due), l’aspetto socializzante del gruppo di appartenenza si proietta anche nella convivialità.

 

Intervista a Zibi (Zbigniew Demianiuk), maestro di scherma presso il CUS Bergamo

 

Il CUS Bergamo Scherma può contare su un preparatissimo e affiatato team di istruttori: il maestro polacco Zbigniew Demianiuk, detto Zibi, e Sylwia Ruman, istruttrice nazionale della Federazione di scherma polacca. Cerchiamo di scoprire qualcosa di questo nobile sport, intervistando Zibi.

 

COME HAI INIZIATO AD APPROCCIARTI ALLA SCHERMA?

A 7 anni ho iniziato con il nuoto e per 5 anni ho nuotato due volte al giorno, in totale 12 allenamenti alla settimana. Dopodiché ho iniziato con il Pentathlon (per passare al Pentathlon dovevi essere un buon nuotatore), poi del Pentathlon moderno mi è piaciuta così tanto la scherma che mi hanno convinto a diventare schermidore. Ho iniziato la scherma in quello che è attualmente il più grande centro mondiale di Pentathlon, presso una società polacca stanziata sulla frontiera con la Germania, Lumel Drzonkow. Purtroppo però, per vari motivi tra cui la guerra civile in Polonia, ho dovuto interrompere la mia carriera agonistica e mi sono dedicato ad allenare.

 

RACCONTACI DEL TUO LAVORO…

Da 35 anni sono maestro di scherma, sono venuto in Italia nel ‘95, ma prima sono stato allenatore della squadra nazionale polacca di spada maschile e ho lavorato con gli atleti della squadra nazionale di Pentathlon moderno. Negli anni ho avuto il piacere di incontrare e allenare tantissimi campioni, a livello nazionale, europeo e mondiale, di diversi paesi e diverse categorie. Tra gli altri, ho avuto il piacere di allenare Arkadiusz Skrzypaszek (campione olimpico di Pentathlon alle Olimpiadi di Barcellona del ‘92) e la campionessa del mondo Barbara Kotowska. Quando sono venuto in Italia, ho lavorato a Milano, presso la società Cariplo Meneghina Milano, poi sono passato alla Bergamasca Scherma Creberg di Bergamo. Ho avuto il piacere di essere nello staff tecnico della squadra nazionale italiana. Fortunatamente, sempre a Bergamo, ho avuto anche il piacere di lavorare con il campione nazionale svizzero Michele Niggeler; sono stato allenatore della campionessa del Brasile Amanda Simeao e della campionessa della Repubblica Dominicana Elisa Segnini Bocchia. Dal 2017 lavoro presso il CUS Bergamo Scherma; sono orgoglioso, tra gli altri, di due miei atleti, i fratelli Marzani Raffaello e Roberta, che sono tornati entrambi dalle Universiadi con medaglie di bronzo.

 

SE UN RAGAZZO/A VOLESSE INIZIARE LA SCHERMA, COSA CONSIGLIERESTI?

Basta venire da noi! Deve avere tanta buona volontà e voglia di lavorare e divertirsi. Deve capire che la scherma non è soltanto uno sport per i muscoli ma innanzitutto per il cervello, perchè ci sono tantissime azioni di seconda e terza intenzione, come a scacchi. É uno sport molto di tecnica e tattica, lo sport più antico del mondo, presente dai primi giochi olimpici.

 

SI PUÒ INIZIARE A QUALSIASI ETÀ?

Certamente! Qui al CUS Bergamo offriamo un asilo schermistico (dai 4 anni fino ai 6), che offre un corso ludico una volta a settimana. Poi abbiamo i principianti di diverse età. Partiamo dai 7 anni in poi, ma abbiamo anche il corso per adulti principianti. Si può iniziare quando si vuole, anche a 60 anni e oltre. La scherma infatti è per tutte le età, per agonismo e per divertimento, non solo per fare grandi risultati. Ben vengano i grandi risultati, ma chi vuole divertirsi e pensare solo al proprio benessere, può farlo; la scherma forma il fisico e la mente!

 

É UNO SPORT PERICOLOSO?

Assolutamente no, perché siamo ben protetti! Le nostre maschere (quelle che proteggono la faccia) sono quasi contro i proiettili, è una protezione molto alta: 1600 N, ed è quasi impossibile bucare le nostre divise: 800 N (una protezione molto forte studiata appositamente per la scherma). Il FIE di Parigi controlla ogni pezzo di stoffa prima di farne una divisa di scherma. Il tessuto è molto protettivo e tecnico; ora è molto leggero, ai miei tempi era pesantissimo, sembrava quasi la corazza di un cavaliere.

 

PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

L’agonista di scherma deve come prima cosa essere costante, e non preoccuparsi delle prime sconfitte; questo crea un carattere forte. Infatti si dice che la scherma sia una scuola di vita: ci sono tantissime sconfitte nella vita, e noi ci tempriamo: dobbiamo analizzare le sconfitte, per migliorare e basta. Bisogna inoltre avere voglia di mettersi in competizione, e rendersi conto che ci sono anche parecchi viaggi (parlo di atleti di alto livello, come la mia atleta Roberta Marzani, campionessa del mondo, che doveva fare all’anno 9 Coppe del Mondo, 4 gare in Italia e la coppa europea). Ad alti livelli i viaggi non costano, perché te li paga la società e la federazione, le Forze Armate (perché passi alle Forze Armate); inizialmente invece è a carico dei genitori. Si cerca ovviamente di mandare a fare questo tipo di attività solo i ragazzi preparati ovviamente, non li si manda per mero turismo. Siamo i primi a proporre questo tipo di attività quando il ragazzo è pronto, però non è assolutamente obbligatorio! Si può fare scherma anche solo limitandosi alle gare in Lombardia, che sono 4 all’anno e a parte benzina e iscrizione non costano nulla. Facciamo anche gare interne tra noi, abbiamo anche fatto accordi con società straniere che vengono qui al CUS Bergamo a fare delle gare: società di Praga, società polacche, Berlino per i ragazzi più forti; ci sono anche collaborazioni con Università di Washington e Notre Dame, in America (con borse di studio). Organizziamo anche stage internazionali, ad esempio l’ultimo in Polonia con Israele, Repubblica Dominicana e altri; ovviamente, con i gemellaggi si riesce a limitare le spese.

 

CHI VUOLE VENIRE A PROVARE O ALLENARSI, COME PUÓ FARE PER AVERE DIVISA, MASCHERA E SPADA?

Noi come società abbiamo l’equipaggiamento di base, che può essere prestato in ogni allenamento. Oppure ci sono vari modi per prendere in affitto o comprare materiale nuovo o di seconda mano. Insegniamo anche a fare manutenzione alla spada e all’attrezzatura, il credo è proprio quello di insegnare ai ragazzi a fare i propri doveri quotidiani con costanza e soddisfazione. Cerchiamo infatti di creare un gruppo, in cui amicizia, rispetto e collaborazione siano all’ordine del giorno!

 

Zero scuse… quest’anno ci si muove!

 

Quante volte  hai pensato: “da settembre ricomincio ad allenarmi a pieno ritmo”, “quest’anno la pigrizia e gli impegni non vinceranno”, “la prossima estate sarò al top della forma”, “non è solo per il fisico, ma proprio per la salute in generale”?

Ebbene sì: fare una qualche attività fisica non è una mera questione di bell’aspetto, tutt’altro!

Fare attività fisica può essere un modo molto soddisfacente di raggiungere benessere fisico e mentale.

Non bisogna certo strafare con gli obiettivi o si rischia di mollare subito, non si può pensare di partire da zero e dopo un mese pensare di avere il fisico di Chris Hemsworth in Thor o di Halle Berry in Catwoman; l’importante è essere costanti.

Se pensi di non avere tempo o modo per riuscire nell’impresa, ora non hai più scuse: al CUS Bergamo ci sono attività per tutti i gusti, gli impegni e le età.

 

Oltre ai classici sala fitness e corsi di gruppo, il nostro palinsesto comprende talmente tante attività che per non trovare quella giusta bisogna impegnarsi:

  • Aikido (arte marziale giapponese, con l’obiettivo di imparare a gestire situazioni anche difficili, senza necessariamente ricorrere allo scontro fisico)
  • Atletica leggera (un insieme di discipline sportive: corse, lanci e salti, corsa su strada, marcia e corsa campestre)
  • Badminton (un insieme di discipline sportive: corse, lanci e salti, corsa su strada, marcia e corsa campestre)
  • Danza (non è solo movimento, è respiro, disciplina, crescita e passione)
  • Ginnastica Artistica (tutto il corpo è chiamato ad esprimersi in innumerevoli movimenti, difficoltà e posizioni con l’ausilio di attrezzi come la trave, il trampolino, il volteggio e le parallele)
  • Ginnastica Ritmica (gli disciplina che prevede esercizi con accompagnamento musicale, fondendo insieme danza, ginnastica, eleganza e fantasia; prevede l’utilizzo di cinque piccoli attrezzi: fune, cerchio, palla, clavette e nastro)
  • Judo (l’arte marziale non violenta)
  • Karate (arte marziale che insegna autocontrollo, disciplina e rispetto)
  • Kickboxing (sport da combattimento che combina tecniche di calcio, caratteristiche delle arti marziali orientali, ai colpi di pugno propri del pugilato)
  • Lotta Olimpica Pancrazio (estende il potenziale della lotta olimpica all’arte dei colpi a mano nuda e delle chiavi articolari)
  • Pentathlon Moderno (corsa, equitazione, nuoto, scherma e tiro con la pistola)
  • Rowing (il canottaggio in palestra)
  • Scherma (gesti sportivi calibrati, grande concentrazione, potenza di scatto, perfetta coordinazione, rispetto assoluto dell’avversario)
  • Sci (sci alpino, sci nordico, sci alpinismo)
  • Taekwondo (“l’arte dei calci e pugni in volo”, è un’antica arte marziale coreana che privilegia nelle sue tecniche l’uso delle gambe e dei calci)
  • Tennistavolo (coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi)
  • Ultimate Frisbee (sport di squadra dinamico e competitivo, fatto di strategia e divertimento)
  • Wushu Kung Fu (arte marziale che si compone di svariate tecniche di braccia, di calci a terra e calci volanti, spazzate, parate, salti acrobatici e cadute; comprende inoltre l’utilizzo di svariati tipi di attrezzi, tra cui spade, lance, bastoni e catene)

 

Non sono di tuo interesse? Non abbiamo finito, infatti! Ci sono anche:

  • Arrampicata Indoor (possibilità di arrampicare in sicurezza in qualsiasi condizione meteorologica ed in qualsiasi periodo dell’anno)
  • Baseball (abbina le prestazioni sportive alla capacità di ragionamento e di saper effettuare scelte in tempi rapidi)
  • Canottaggio (impegna globalmente l’organismo sia dal punto di vista cardio-respiratorio che muscolo-scheletrico)
  • Canoa Kayak (torrente, fiume, lago, mare… )
  • Ciclismo Fuoristrada (BMX (Bicycle Motocross), MTB (Mountainbike), Downhill)
  • Equitazione (affronta il rapporto complesso e affascinante che si instaura tra uomo e cavallo)
  • Escursionismo (proposte di diverse attività di ambiente montano, dalle più semplici alle più complesse)
  • Kendo e laido (l’arte dell’uso della spada giapponese)
  • Parkour (correre, arrampicarsi e saltare per superare un ostacolo o attraversare uno spazio)
  • Roller (equilibrio, dinamicità e tanto divertimento)
  • Scacchi (gioco da tavolo che vede opposti due avversari, detti “Bianco” e “Nero” dal colore dei pezzi che muovono)
  • Tennis (coordinazione, destrezza, velocità, resistenza e visione di gioco)
  • Tiro a segno (consiste nel colpire un bersaglio il più possibile vicino al centro da una determinata distanza con un’arma da fuoco o ad aria compressa)
  • Tiro con l’arco (sport di antiche origini)

 

Ancora nulla?

Se sei più classico e vuoi fare calcio, pallavolo o pallacanestro, puoi affittare i campi per giocare (scrivendo una e-mail a cus@unibg.it per info). O ancora, se ti interessa nuotare, puoi ottenere sconti per gli ingressi alle piscine di Dalmine e Bergamo Alta.

Cosa vuoi di più? Cosa stai aspettando? Basta rimandare, vieni a fare un giro al CUS Bergamo, tesserati e lasciati ispirare dalle infinite attività proposte… a volte, lo scoglio più grosso è solo il primo passo!

 

Ti aspettiamo al CUS a Dalmine in Via Verdi, 56!

 

 

 

Intervista a Giorgio Allieri, tecnico nazionale di Tennis Tavolo (ping pong) presso il CUS Bergamo

 

 

TU GIORGIO SEI MAESTRO DELLO SPORT (TERZO  LIVELLO)… MA COSA SIGNIFICA?
Beh, partiamo col dire che la federazione italiana tennistavolo (Fitet) ha definito 3 categorie per i tecnici :
– tecnico di base (1 livello )
– tecnico regionale (2 livello )
– tecnico nazionale ( 3 livello o maestro ) –> io mi posiziono qui!

 

FANTASTICO! MA QUANDO HAI INIZIATO?
Ho iniziato a 14 anni, tesserato nella società US Nosari presso l’oratorio dell’immacolata a Bergamo.

 

PERCHÉ HAI INIZIATO?
Diciamo che è stato un colpo di fulmine! Prima giocavo a calcio, poi un giorno nella camera dove cuciva la mamma, sul tavolo da lavoro, insieme ad amici misi come rete la riga da disegno e così ho iniziato a giocare a Ping pong!

 

COS’È IL TENNIS TAVOLO?
Il tennistavolo è uno sport di opposizione mediata (ovvero confronto senza contatto diretto fra i contendenti, ma solo attraverso attrezzi che sono in questo caso le racchette). Durante il gioco, il giocatore deve mettere l’avversario nell’incapacità di rinviare la pallina.

 

PERCHÉ TI PIACE?
Mi piace perché è uno sport singolo, basato sulla velocità e una volta imparate le regole coinvolge molto. Inoltre sviluppa l’attenzione, la concentrazione e la reattività. In sostanza sollecita l’organizzazione delle abilità dell’individuo, sia motorie che cognitive.

 

A CHI LO CONSIGLIERESTI?
A tutti! Infatti tutti possono praticare il tennistavolo: adulti, bambini, persone disabili.

 

PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?
L’agonista oltre ad avere i requisiti fisici citati (abilità motorie, concentrazione, attenzione, reattività, ecc.) deve essere molto determinato e motivato! Deve allenarsi sempre, in modo tale da automatizzare i movimenti e sopratutto deve essere determinato a vincere.

 

QUANDO HAI INIZIATO A INSEGNARE?
Ho iniziato circa 20 anni fa.

 

COSA SI FA IN UN ALLENAMENTO?
Prima di cominciare ad allenarsi bisogna determinare gli obiettivi, ovvero capire cosa si vuole migliorare. Per esempio, a un principiante si deve ovviamente insegnare come impugnare la racchetta, come palleggiare, come fare il servizio, la postura e come muovere le gambe durante il gioco. Per l’ agonista vale la stessa regola, ovvero ci si chiede cosa si vuole migliorare. Se la risposta è un colpo di dritto o rovescio si lavora su questo 10 minuti + 10 minuti da fermo, poi si passa dal fermo al movimento delle gambe. L’obiettivo è di eliminare il più possibile l’errore, ovvero mantenere sempre in gioco la pallina.

 

PERCHÉ LO CONSIGLIERESTI?
Perché il tennistavolo è uno sport che tutti possono praticare, e diverte sia a livello amatoriale che agonistico.

 

SERVE QUALCOSA DI PARTICOLARE PER PRATICARE?
Ovviamente serve il tavolo da gioco, con racchette e palline, e uno spazio adeguato.

 

Bambini 6-12 e Sport

 

Le tappe di sviluppo dello schema corporeo vengono collocate in un periodo di vita che va dalla nascita fino ai dodici anni circa. Secondo la maggior parte degli autori in letteratura, sono identificabili tre stadi fondamentali nell’acquisizione del suddetto schema:

– Tappa del corpo vissuto (0 – 3 anni)
– Tappa del corpo percepito (4 – 6 anni)
– Tappa del corpo rappresentato (7 – 12 anni)

“Nella misura in cui il bambino ha l’uso del proprio corpo, può apprendere gli elementi del mondo che lo circonda e stabilire delle relazioni tra essi. Può cioè sviluppare l’intelligenza”

L’educazione motoria, in questa fase evolutiva del bambino deve necessariamente essere considerata come un mezzo per lo sviluppo delle attitudini all’apprendimento motorio.
È solo partendo dalla congrua e coerente stimolazione multilaterale che si può in futuro orientare il bambino verso una specifica attività.
Tutto questo si traduce con una attività motoria che sia la più varia possibile con l’implicito risultato di non essere preclusa a nessuno.
Partendo da queste considerazioni, si evince che tutti gli sport soprattutto di squadra (il lavoro di squadra contribuisce allo sviluppo psicomotorio per mezzo di esperienze individuali nel seno di un gruppo ed esperienze collettive dove sono richieste organizzazione, cooperazione e comunicazione) vanno bene a patto che sviluppino gli schemi motori di base e le capacità coordinative attraverso principalmente il GIOCO.

Il Gioco, nell’ambito dell’educazione motoria, deve valorizzare tre dimensioni:

– Dimensione immaginativa: permette di porre in relazione simbolica il mondo interiore con quello esteriore e assicura la necessaria spontaneità di espressione su tutti i campi possibili.
– Dimensione funzionale: permette al bambino di applicare tecniche di problem solving a circostanze motorie attraverso vari tentativi, sperimentando e valorizzando così il significato di errore.
– Dimensione normativa (ovvero relativa alle norme, alle regole): permette al bambino, in modo ludico, di imparare che ci sono delle regole che vanno comprese, condivise e quindi rispettate. Le regole si pongono come “confini” nella crescita dei bambini in quanto stabiliscono dei limiti tra ciò che è consentito e ciò che non lo è. La demarcazione che ne deriva è fattore indispensabile per la socializzazione.
Nota Bene: Diffidate da tutte le associazioni sportive che hanno come obiettivo lo sviluppo precoce e la specializzazione sportiva del bambino, il cui unico scopo è quello di ottenere risultati / vittorie nell’immediato, trascurando l’importanza delle tappe di sviluppo del bambino!
Ricordiamoci che il bambino che ha avuto la possibilità di sperimentare diverse discipline sportive, ha un bagaglio motorio che gli consente, verso i 12-13 anni, di scegliere / cambiare lo sport che preferisce senza avere la “paura” di essere impacciato e il conseguente abbandono sportivo.

Prof. Matteo Rossi
Athletic trainer