Dual Carreer

INTERVISTA ALLA CAMPIONESSA DI SNOWBOARD MICHELA MOIOLI

FIS Snowboard Cross World Cup 2019 /2020. Michela Moiloli (ITA) celebrates the first place in Cervinia 21/12/2019. Pier Marco Tacca/ Pentaphoto

Ciao Michela, come stai? Ti sei da poco iscritta al corso di laurea in Scienze motorie e sportive dell’Università degli studi di Bergamo. Qual è il motivo di questa scelta?

Ciao! Sto bene, grazie. Giusto pochi minuti fa stavo seguendo una lezione online, che adesso ho messo in pausa, per sfruttare appieno il tempo libero che ho a disposizione.Sono abbastanza tranquilla e concentrarmi sullo studio mi dà serenità, è una bella “distrazione” in questo periodo molto teso. Inoltre sto portando avanti i miei allenamenti, in vista delle prossime competizioni sportive. Nonostante le preoccupazioni legate all’incertezza che il mondo dello sport sta attraversando ultimamente, cerco di non farmi prendere dallo sconforto e di continuare a fare la mia parte.

In merito all’iscrizione al corso di laurea in Scienze motorie e sportive, posso dire che è stata una scelta che ho preso con naturalezza, seguendo le mie inclinazioni e le mie passioni: pratico sport da quando sono piccolae adesso che, oltre a essere una passione, è diventato anche il mio lavoro, do ancora più importanza alla preparazione atletica, allo star bene.Mi manca giusto la “parte teorica”, in quanto la “parte pratica”di questo mondo l’ho sempre vissuta in prima persona. Quando ho scoperto l’esistenza di questo corso dell’Università degli studi di Bergamo mi si sono illuminati gli occhi, perché ho pensato da subito che fosse perfetto per me: vicino a casa e part-time, con la possibilità di aderire al programma “Dual career”, pensato appositamente per gli studenti-atleti come me.

Non dev’essere semplice dividersi tra lezioni e allenamenti, soprattutto per una pluripremiata campionessa di snowboard che gareggia a livelli altissimi come te. Come pensi di conciliare gli impegni sportivi e quelli universitari?

Diciamo che sto iniziando ora a capire come organizzarmi e gestire al meglio i miei tempi. Fortunatamente, l’università prevede che un tutor possa aiutarmi a osservare le scadenze burocratiche: infatti, una ragazza che è al terzo anno di Scienze dell’educazione mi sta dando una grande mano.

Per quanto riguarda lo studio, per ora mi sto concentrando sulle lezioni di due insegnamenti. È impegnativo stare al passo ma sono soddisfatta di come sta andando: i contenuti sono tanti e a volte è difficile mantenere costante l’attenzione, ma poco alla volta riuscirò a procedere.

La mia giornata-tipo si suddivide così: la mattina mi alleno, mentre nelle due ore di tempo libero che ho nel pomeriggio seguo le lezioni registrate, che sono davvero una grande fortuna per me. Quando sono a casa in genere recupero le lezioni e riorganizzo gli appunti. Oltre a cercare di trovare il metodo di studio più adatto a me, ultimamente sto anche modificando la mia routine in modo da essere produttiva al 100%: nell’ultima settimana ho provato a dedicare la mattina allo studio e il pomeriggio agli allenamenti, e ho notato un netto miglioramento nella mia soglia di attenzione.

Una corretta alimentazione gioca un ruolo importante nella vita di un atleta. Segui qualche dieta? Come si struttura il tuo regime alimentare?

La giornata per me inizia presto e, per avere ritmi di vita corretti, una colazione abbondante è d’obbligo. La colazione è anche il pasto per eccellenza in cui è concesso qualche strappo alla regola: un dolce può darci la giusta carica per affrontare al meglio la giornata. A metà mattina mi concedoun frutto o una barretta energetica, mentre per pranzo di solito mangio 80 gr di pasta accompagnata da verdura. Verso sera è consigliato andare a ridurre l’apporto calorico, per non accrescere l’ormone dello stress: per questo motivo a merenda mangio un frutto, per cena mangio un secondo con un contorno e cerco di evitare i carboidrati. Infatti, ho notato che se sgarro la sera e mi concedo qualche sfizio in più, la mattina dopo mi sentoappesantita. Tuttavia ci tengo a sottolineare che questa è una regola che vale per me: ognuno ha il proprio stile di vita e deve regolarsi in base a cosa lo fa sentire bene e in salute.

La stagione sciistica quest’anno sarà messa a dura prova dalle normative anti-Covid; inoltre le palestre, da decreto, al momento sono chiuse. Quali consigli di allenamento daresti a chi pratica snowboard? Ci sono esercizi particolarmente efficacida farea casa che vorresti consigliare agli appassionati?

In questo periodo in cui tutti abbiamo una vita più sedentaria, una buona abitudine da cui possiamo trarre beneficio è quella di svolgere esercizi di stretching, o praticare yoga, per favorire la distensione dei muscoli e delle articolazioni. Per quanto riguarda l’allenamento vero e proprio, non è indispensabile possedere gli attrezzi giusti per fare attività fisica come in palestra: esistono molti esercizi a corpo libero che richiedono poco tempo ma permettono di lavorare ad alta intensità, come, ad esempio, i “burpees” o fare su e giù dalle scale in determinati range di tempo (es. 40 sec attività – 20 sec riposo). Chi ha dei pesi invece può strutturare un allenamento più complesso.

Io, per il momento, continuo ad allenarmi in palestra (fortunatamente, come atleta agonista, ho la possibilità di accedere alla struttura dove mi alleno regolarmente, rispettando le norme anti-contagio) e ho degli attrezzi anche a casa. Le gare sportivea livello agonistico sono confermate;d’altro canto l’operatività degli impianti sciistici resta un punto di domanda a cui spero si troverà risposta a breve. L’impianto sciistico di Cervinia, dove normalmente inizio ad allenarmi da novembre, è ancora chiuso ma pare che riaprirà a breve, in vista delle competizioni in partenza tra un mese e mezzo circa.

Per concludere, una domanda sul futuro: quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Tra i miei obiettivi futuri c’è sicuramente la laurea, ma tendo ad avere un approccio day-by-day: le visioni a lungo termine mi mettono un po’ in agitazione, sono più propensa a pensare ad affrontare un esame per volta. Dal punto di vista delle competizioni sportive, mi sto preparando per il Campionato mondiale (devo difendere il titolo conquistato l’anno scorso), di cui una tappa si terrà anche qui a Bergamo, probabilmente tra il 22 e il 24 gennaio 2021. Mi alleno anche in vista dei Mondiali Assoluti, la “gara secca” che si svolge ogni due anni, che a questo giroavrà luogoin Cina.

Ammetto che il pensiero di viaggiare in questo periodo non mi fa sentire tranquilla: se da un lato siamo tutelati dal rispetto delle normative anti-contagio, dall’altro non possiamo mai essere totalmente sicuri di non correre alcun rischio; soprattutto nell’ambito delle competizioni sportive agonistiche, durante le quali gli alberghi accolgono atleti provenienti da ogni parte del mondo. Per quanto mi riguarda, faccio spesso il tampone per non rischiare di portare il virus a casa: mi carico della responsabilità di tutelare la mia famiglia, mia mamma, mia sorella che ha dei bambini. Cerco di portare il più possibile la mascherina e sto molto attenta a seguire tutte le norme igienico-sanitarie. E spero davvero che questa situazione si risolva il prima possibile.

IL PROGRAMMA “DUAL CAREER” DI UNIBG HA LA SUA PRIMA LAUREATA

Si chiama Daniela Tassani, classe 1997, ed è la prima laureata dell’Università degli studi di Bergamo ad aver terminato gli studi accademici beneficiando del programma “Dual career”, un percorso pensato appositamente per gli atleti tesserati per le federazioni sportive nazionali di discipline olimpiche o paralimpiche, successivamente alla valutazione del curriculum sportivo presentato.

Ciao Daniela. Innanzitutto, congratulazioni per la tua laurea in Economia, che hai conseguito lo scorso 27 aprile a distanza, durante un periodo non facile per tutti noi. Come è stato discutere la tesi in modalità telematica?

Ciao! Grazie mille. Si mi sono laureata da casa e, nonostante avessi grandi aspettative per il giorno della discussione in presenza, non sono rimasta delusa dall’esperienza online.È stato insolito ma, per quanto mi riguarda, davvero emozionante. E poi non ero proprio sola…ho fatto una diretta Instagram edi miei amici, seppur lontani, era come se fossero li.

Oltre a essere una dei 1000 studenti dell’Ateneo ad aver coronato il percorso di studi in modalità telematica, sei anche la prima laureata dell’Università di Bergamo che ha usufruito del programma “Dual career”. A esperienza conclusa, cosa pensi di questa opportunità rivolta agli studenti-atleti come te?

Credo che senza questo programma sarebbe stato certamente più complicato finire l’università nei tempi che mi ero prefissata. Il programma Dual career rende l’Università di Bergamo all’avanguardia nel panorama italiano: all’estero la vita dell’atleta viene supportata ma da noi, nella maggior parte dei casi, bisogna scegliere se studiare o eccellere nello sport.

I campionati italiani ed i campionati europei e mondiali, a cui hai partecipato nel 2015 e 2016, sono state performance di alto livello.La velocità è una disciplina che necessita di allenamenti costanti e dai ritmi sostenuti, stancanti non solo fisicamente ma anche mentalmente. Come riuscivi a conciliare gare ed esami?

È stata dura ma, grazie a tutor e allenatore che mi hanno affiancato nell’organizzazione dello studio e della preparazione, sono riuscita ad allenarmi tutti i giorni, gareggiare, seguire le lezioni – quasi tutte –  e sostenere gli esami regolarmente. La laurea è stata il grande traguardo, così come indossare la maglia azzurra.

Le ultime due domande:quali sono i tuoi obiettivi per il futuro? C’è qualcuno che vorresti ringraziare?

Innanzitutto, c’è il corso di laurea magistrale in management, leadership e marketing a cui mi sono iscritta e che spero di frequentare rientrando sempre nel programma Dual Career. Gli obiettivi a livello sportivo sono quelli di migliorare i miei tempi per poter competere a livello nazionale assoluto (over 22) e tornare a gareggiare all’estero. Per quanto riguarda i ringraziamenti, sono ovviamente riconoscente alla mia famiglia e alle persone a me care, che mi hanno supportata durante gli studi sia economicamente che psicologicamente. E ovviamente il mio allenatore, i tutor che, con pazienza e disponibilità, seguono noi giovani studenti-atleti, aiutandoci a raggiungere un traguardo di altro genere rispetto a quelli per cui concorriamo di solito, ma altrettanto significativo.

Intervista a Gianluca Pozzatti della Nazionale Italiana di Triathlon, campione e studente DualCareer UniBG

Conosci il programma Dual Career? È un programma di doppia carriera che consente agli studenti-atleti iscritti di seguire il percorso accademico con flessibilità, così da proseguire parallelamente carriera universitaria e sportiva.

Abbiamo intervistato Gianluca Pozzatti, campione di Triathlon e studente UniBG iscritto al programma: scopriamo qual è stato il suo percorso, come sono le sue giornate e come il nostro programma lo abbia supportato.

Il Triathlon è uno sport multidisciplinare che comprende nuoto, ciclismo e corsa…hai una preferenza tra i tre? Cosa ti piace e cosa non ti piace di queste tre discipline?
Il nuoto è la disciplina che mi riesce meglio, mentre la corsa è sicuramente la più faticosa, però la mia preferita è il ciclismo, perché mi permette di allenarmi andando alla scoperta di posti nuovi.

La polivalenza insita nel Triathlon, insieme all’adattabilità tecnica che ne consegue, ti hanno aiutato al di fuori dello sport? Ad esempio, in Università è servito?
La polivalenza mi ha sicuramente aiutato ad essere uno studente migliore, e in generale mi ha aiutato a organizzare in maniera efficiente le giornate frenetiche che devo affrontare. Infatti sia essere multitasking, sia pianificare attività anche molto differenti tra loro in poche ore è una cosa che ho imparato a gestire molto bene negli ultimi anni. Oltre alla polivalenza, mi ha aiutato nello studio la capacità di resistere alla fatica, perché fare tre allenamenti al giorno e trovare ancora le energie per lo studio non è stato sempre facile.

Cosa ne pensi, da campione di uno sport di resistenza, di Ironman e Ultratrail? Dismessa la maglia della nazionale, saresti interessato?
Al momento non vedo nel mio futuro un Ironman o altre gare di lunga durata. Non escludo che terminata la carriera con la nazionale possa provare a sfidare i miei limiti. Anche se a dire il vero auspico, una volta terminata la carriera sportiva, di mettere a frutto gli studi universitari.

È dura viaggiare spesso e stare tanto lontano dalla famiglia per allenarsi?
Negli ultimi quattro anni ho trascorso circa 300 giorni all’anno lontano da casa e la maggior parte all’estero. Girare cosi tanto per gare e training camp è sicuramente stimolante perché ti consente di allenarti nelle condizioni migliori durante tutto l’ anno e di vedere moltissimi posti nuovi. Fortunatamente il gruppo è molto affiatato e questo rende meno pesante i lunghi periodi di lontananza, ma è allo stesso tempo molto duro passare così tanti giorni lontano da casa, dagli affetti, dalle abitudini e dal cibo italiano.

Come hai vissuto lo slittamento delle Olimpiadi a causa del Covid-19?
Eravamo al rush finale del percorso di qualifica che avrebbe definito i due nomi di atleti che rappresenteranno l’Italia e che avrebbero preso parte ai Giochi Olimpici. Considero questo anno extra come un’opportunità per crescere ancora e farmi trovare ancora più pronto nel 2021 per concludere al meglio il percorso di qualifica.

Come erano i tuoi allenamenti prima del lockdown, e come sono cambiati durante? Ora stai tornando “a regime”?
Ho trascorso, come ormai da qualche anno, i mesi invernali alle Canarie. Poi ho disputato il 14 marzo una gara in Australia e da lì tornare a casa è stato veramente lungo e avventuroso visto che in Europa erano iniziati i blocchi degli aeroporti e il mio programma iniziale prevedeva che raggiungessi gli altri ragazzi della nazionale in Florida. Comunque, dopo 5 voli e tre giorni di viaggio sono arrivato a casa. Durante il lock down ho pedalato tanto sui rulli, ho corso avanti e indietro nel cortile di casa (perché è stato impossibile trovare sul mercato un tapis roulant da utilizzare in casa) e ho fatto un po’ di palestra casalinga. Appena ci hanno liberato ho nuotato qualche settimana in un lago vicino a casa e da circa due mesi ho ripreso a pieno regime.

Studiare da campione deve essere difficile…tu hai scelto Ingegneria. Come concili studio, allenamenti e vita privata?
Conciliare uno sport come il triathlon con ingegneria non è affatto semplice. Cerco di essere il più efficiente possibile e di organizzare il mio tempo al meglio, cercando di avere dei programmi sportivi e scolastici di lunghe vedute.

Cosa ne pensi del programma Dual Carrier? Come ti aiuta nel tuo percorso di studente-atleta? Ti sentiresti di consigliarlo ad altri atleti?
Per me è stato fondamentale essere seguito da un tutor dato che non sono mai riuscito a frequentare, a parte durante questo semestre online, periodo nel quale sono riuscito a seguire diversi corsi in videolezione. Sicuramente consiglierei ad altri atleti questo programma poiché è un grande aiuto per atleti che vogliono continuare a studiare parallelamente alla carriera sportiva

Come ti vedi tra 10 anni? Lo sport sarà ancora una parte preponderante della tua vita?
Tra qualche anno spero di mettere a frutto quello che ho studiato anche se, dopo aver dedicato tanto tempo della mia vita allo sport, sarà difficile smettere del tutto. Sicuramente lo sport farà sempre parte della mia quotidianità anche se in maniera più marginale. Praticherò quegli sport che non ho potuto fare per paura degli infortuni, come lo sci o la classica partita a calcetto con gli amici.

 

Sei interessato anche tu alla doppia carriera? Contatta il CUS Bergamo (cus@unibg.it)!