arti marziali

Intervista a Thomas Carlessi, aspirante allenatore, aiuto-allenatore di Taekwondo presso il CUS Bergamo

 

 

COS’È IL TAEKWONDO?

È una disciplina coreana che significa arte di tirare calci e pugni in volo, ufficialmente sport olimpico da Sidney 2000. Noi in particolare facciamo Taekwondo WTF, che si differenzia dal Taekwondo ITF per essere più moderno e focalizzato sullo sparring.

 

QUANDO HAI INIZIATO?

Taekwondo l’ ho iniziato a 25 anni… con le arti marziali in generale ho cominciato a 17 con la Kickboxing, dove sono arrivato all’ obiettivo che mi ero prefissato (cintura nera, 1° dan).

 

PERCHÉ HAI INIZIATO?

Per caso: ero annoiato, non avevo nulla da fare e ho cercato in Internet una disciplina di arti marziali che potesse interessarmi. Avevo già avuto esperienza con altre arti marziali, ad esempio la Kickboxing. Avevo deciso di cambiare disciplina per mettere alla prova la mia conoscenza sulle arti marziali e migliorare. Ho cercato informazioni su varie discipline e mi è piaciuto il Taekwondo, visto che ero più portato a muovere le gambe e il Taekwondo si concentra soprattutto su quelle.

 

HAI SEMPRE FATTO L’AGONISTA?

No, ho iniziato con il Taekwondo, poco dopo averlo cominciato (1 mese). Biagio Brunetti, il nostro maestro, voleva farmi provare e io ero curioso, per vedere cosa volesse dire salire sul ring per una gara… ho provato e da lì poi ho iniziato a fare le gare.

 

HAI AVUTO PAURA ALLA TUA PRIMA GARA?

Un po’ di ansia ce l’avevo, essendo appunto la prima gara in assoluto. Ero abbastanza teso e nervoso prima di entrare sul quadrato, poi una volta che entri e sei di fronte all’ avversario ti si azzera il cervello, ti concentri solo sull’ obiettivo e incominci ad ascoltare quello che ti viene detto, i consigli che ti vengono dati da allenatori e compagni, da chi ha fatto un po’ più di esperienza e gare, e cerchi di mettere insieme tutto quello che ti dicono per fare del tuo meglio durante l’incontro.

 

E COM’ È ANDATA LA PRIMA GARA?

L’ho vinta, 27 a 3!

 

COSA SI FA IN UN ALLENAMENTO?

Per gli adulti (dai 13 ai 99 anni) si parte con riscaldamento per mettere in moto tutti i muscoli del corpo ed evitare poi di farsi male con strappi e dolori vari (si parte a mettere in moto il corpo dal basso verso l’alto iniziando da una leggera corsa), a seguire stretching per allungare i muscoli e prevenire traumi, poi riscaldamento sui colpitori (sono dei cuscini fatti a paletta) per le gambe (si parte dai calci bassi e man mano si punta a scaldare i muscoli per i calci alti). Tutto viene effettuato in modo dinamico, non si sta mai fermi.

Dopodiché, in base al piano messo appunto dall’ istruttore Enea Facheris insieme a Biagio (diverso per persone nuove appena iscritte, amatori e agonisti), si procede con l’ allenamento vero e proprio, che cambia all’ incirca di settimana in settimana, in base agli step da raggiungere per arrivare all’ obiettivo finale, che può essere ad esempio la preparazione ad una gara importante per gli agonisti. Questi ultimi partono infatti con una tipologia di preparazione, poi passano al carico, poi alla tattica fino ad arrivare allo scarico prima della gara. Mai fare carico prima della gara per gli agonisti, soprattutto nel Taekwondo che lavora molto sulle gambe!

In generale, comunque, nel caso ci si accorga di qualche deficit su una qualche tecnica, si lascia momentaneamente da parte il programma per soffermarsi sulla tecnica in questione. Questo per le cinture colorate, mentre per le cinture nere è tutta un’ altra questione, in quanto hanno già padronanza della tecnica.

Passata la fase iniziale dell’ allenamento, si mettono le corazze e si fa combattimento vero e proprio contro i compagni di squadra, cercando di replicare le tecniche esercitate in precedenza sul colpitore. Il combattimento può essere vincolato (es. utilizzando solo la gamba destra, oppure solo calci bassi, o altro), oppure libero, o anche semi-vincolato (es. ogni dieci calci devi inserire una tecnica specifica).

Oltre al combattimento, comunque, c’è anche il campo delle forme nel Taekwondo: una serie di mosse in un combattimento simulato uno contro uno contro un avversario della tua stessa altezza. È un po’ l’ equivalente del kata nel Karate, ed è nel programma olimpico Tokyo 2020. L’esecuzione aiuta molto il miglioramento delle tecniche, sia di calci che di pugni, della respirazione e della concentrazione.

Per i bambini (dai 4 anni ai 12) l’allenamento invece è completamente diverso, è più una sorta di avviamento allo sport tramite il Taekwondo. Il bambino vede gli esercizi più come dei giochi fisici, con cui viene portato ad eseguire determinati schemi motori di base inserendo anche tecniche di Taekwondo.

 

TU CHE CINTURA SEI?

Sono partito da una mezza blu (avendo già fatto Kickboxing l’esperienza mi ha aiutato) e, facendo poi tutti gli esami, adesso sono da poco cintura nera, 1° dan.

 

DICIAMO ALLORA CHE È MEGLIO NON FARTI ARRABBIARE…

Beh partiamo dal presupposto che, come tutte le arti marziali, va usata solo per legittima difesa! Dunque se mi fai arrabbiare non posso usare il Taekwondo… se mi tiri un pugno e mi attacchi, posso usarlo. Bisogna però prestare molta attenzione con le arti marziali, soprattutto col Taekwondo perché è molto devastante: hai più forza nel calcio, e soprattutto hai una distanza maggiore rispetto a un pugno, dunque tu sei pericoloso da più lontano. È una cosa su cui gli allenatori e la società giustamente insistono molto: fare Taekwondo solo in palestra, evitare di farlo a casa perché puoi diventare pericoloso e far male! In palestra sei controllato e protetto, fuori no e l’uso del Taekwondo è reputato arma bianca (come tutte le arti marziali). Se sappiamo che un atleta usa il Taekwondo fuori dal contesto della palestra e non per legittima difesa, viene espulso dalla società! Stessa cosa se non si tiene un comportamento appropriato in palestra, non si rispettano i compagni e il grado; la disciplina è fondamentale!

 

SERVE QUALCOSA DI PARTICOLARE PER PRATICARE?

Per cominciare basta un outfit basico: pantaloni (lunghi per una questione igienica) e maglietta, piedi nudi! Tutta l’attrezzatura che serve ce l’ abbiamo, anche qualche protezione da prestare, ma se uno vuole iniziare le cose fondamentali richieste sono due: paradenti e conchiglia (sia per uomini che per donne).

 

PERCHÈ CONSIGLIERESTI IL TAEKWONDO?

Perchè ti insegna la disciplina e migliora la conoscenza del proprio corpo, per mettersi alla prova e superare i propri limiti fisici e mentali. Il detto mens sana in corpore sano qui calza a pennello, infatti fra gli atleti vi sono stati miglioramenti anche a livello di rendimento scolastico da quando hanno iniziato a praticare questo sport, che è anche una valvola di sfogo!

Sembra uno sport individuale ma lo è solo sul quadrato, quando sei in gara. La squadra è fondamentale, non puoi allenarti da solo, è importante confrontarti con persone diverse. Può sembrare uno sport violento ma non è così, perchè in gara sei protetto dalla testa ai piedi. Per i bambini c’è il casco con la visiera in plexiglas (per la protezione del naso), mentre gli adulti non hanno la visiera. È anche uno sport tecnologico: vi sono multipli sensori che captano i colpi tecnicamente corretti (in base al tuo peso, si attivano se colpisci con la giusta forza e la giusta velocità). Inoltre, cosa non trascurabile, è uno sport spettacolare: vengono eseguiti moltissimi calci e pugni in volo, a rotazione.

 

 

Tutti i contatti e le informazioni sui corsi e le prove sono visibili al link —> https://taekwondo.cusbergamo.it/

 

 

Intervista a Mohamed Jendaoui, tecnico Olimpia Karate CUS Bergamo ASD e coach internazionale WKF

 

TU SEI COACH WKF… MA COSA SIGNIFICA WKF?

WKF è la World Karate Federation, unica federazione mondiale che può partecipare alle Olimpiadi.

 

QUANDO HAI INIZIATO?

Ho iniziato tardi, quando avevo 15 anni, a San Pellegrino Terme.

 

PERCHÉ HAI INIZIATO?

Non ti so dire un perché preciso, mi sono sempre piaciute le arti marziali, però purtroppo abitando a Branzi mi era impossibile praticarle (non c’era alcuna palestra lì vicino). Appena sono cresciuto un po’, ho potuto iniziare: fortunatamente mi portava un mio amico a San Pellegrino, perché i miei genitori con i turni di lavoro non sarebbero riusciti. Da lì ho iniziato a praticare e non mi sono più fermato.

 

COS’È IL KARATE?

Il Karate è nato innanzitutto come sport di difesa. Quello che noi pratichiamo qui al CUS Bergamo è un Karate sportivo, agonistico (ha un’impronta leggermente diversa da quello che è il Karate tradizionale). Dà la possibilità ai ragazzi di allenarsi, confrontarsi con i compagni e allo stesso tempo misurarsi a livello nazionale e internazionale.

 

A CHI LO CONSIGLIERESTI?

A tutti, chiunque può farlo, dai 4 ai 99 anni!

 

PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

Per essere un agonista devi essere bravo a sacrificarti. Significa che devi essere pronto a dare il tuo tempo: un agonista di alto livello si allena 5 giorni a settimana, poi il sabato e la domenica vi sono le gare. Fare l’agonista significa rinunciare a qualche serata con gli amici, fare allenamenti durissimi anche in condizioni pessime (anche se non stai bene, ti alleni per le gare importanti). Detto ciò,  tutti possono ambire ad essere agonisti: bisogna porsi degli obiettivi e avere determinazione nel perseguirli. La determinazione è una caratteristica fondamentale degli agonisti. La paura (di sbagliare, di farsi male), diversamente da ciò che si potrebbe pensare in prima battuta, è un vantaggio: ci ricorda che siamo umani, ci sprona a fare sempre meglio.

Non c’è un’età per iniziare a fare l’agonista, io ad esempio ho iniziato tardi, poco dopo aver iniziato Karate. E ho continuato finché purtroppo  non ho subito la rottura dei legamenti del ginocchio mentre ero a lavoro. Avevo sentito male, poi durante l’allenamento mi sono accorto che non riuscivo a muoverlo. Questo infortunio ha fermato la mia carriere agonistica, ma sicuramente non ha fermato la passione per il Karate!

 

QUANDO HAI INIZIATO A FARE IL TECNICO?

Mentre facevo l’agonista! La cosa più bella di questo sport è trasmetterne le sensazioni (tutte: dall’essere sul quadrato pronto per un combattimento fino alle sensazioni legate alle vittorie e alle sconfitte anche) e la passione agli altri, a chi alleni. Cerco di dare ai miei allievi tutto quello che ho ricevuto da questo sport, e anche di più.

 

COSA SI FA IN UN ALLENAMENTO?

Per quanto riguarda i bambini (dai 4 ai 10/11), essi vengono coinvolti in un gioco Karate, dove si impara innanzitutto il coordinamento, e imparano a stare insieme al gruppo. Si cerca piano piano di trasmettere loro quelli che sono i valori del Karate, fino a trasformarli in piccoli campioni: si parte da una fase di riscaldamento e acrobatica, fino a imparare a tirare le tecniche.

Gli agonisti (dai 12 anni) si concentrano sulle tecniche specifiche per la gara. Infatti, il Karate è uno sport in continua evoluzione, i tecnici devono tenersi aggiornati! Io spesso viaggio in campo internazionale, avendo la fortuna di collaborare anche con la Nazionale del Marocco posso essere presente in diverse gare internazionali e avere una visione più ampia di quello che è il Karate a livello mondiale. Così facendo ho la possibilità di studiare quali sono le nuove strategie, gli allenamenti migliori e adattarli quando torno qui in Italia.

Infine, gli amatori non più bambini (atleti non agonisti) fanno la parte di riscaldamento con gli agonisti, poi mantengono gli stessi lavori (dai propedeutici alle tecniche basiche di Karate) con ritmi un pochino più blandi.

 

PERCHÉ LO CONSIGLIERESTI?

Ci si allena come una squadra, come un team, sebbene il Karate sia uno sport individuale. Quando un membro della squadra gareggia, tutti sono lì a tifarlo. Se si devono battere tra compagni danno il massimo, ma finita la gara tornano amici come prima. Questo significa fare squadra!

 

SERVE QUALCOSA DI PARTICOLARE PER PRATICARE?

Passione, determinazione e soprattutto grinta!

 

 

Tutti i contatti e le informazioni sui corsi e le prove sono visibili al link —> https://olimpiakarate.cusbergamo.it