allenamento

CHIEDI AL COACH – Le domande di Gennaio!

Di seguito tutti i “botta e risposta” di Gennaio tra gli utenti del CUS e il Direttore Fitness.

👉🏻Cosa sarebbe meglio mangiare prima di fare allenamento?
👩🏼‍🏫Non esiste la ricetta perfetta sul cosa mangiare prima di ogni allenamento, sicuramente a grandi linee cibi troppo calorici e grassi sono sconsigliati; mi soffermerei piuttosto sul quando mangiare…la cose da fare sono:
* non arrivare all’allenamento a digiuno da ore(il cibo da energia…e per sostenere l’allenamento ne abbiamo bisogno)
* non arrivare dopo aver appena mangiato (il processo digestivo richiede energie)

👉🏻Spesso mi capita di avere cali zucchero mentre mi alleno…cosa posso fare? Mangiare caramelle potrebbe farmi bene?
👩‍🏫Mangiare sicuramente qualcosa con zuccheri di pronto uso o bevande energetiche…di modo che il glucosio vada velocemente nel circolo sanguigno e mi possa arginare questa sorta di capogiri, però, riallanciandomi alla domanda precedente, se arrivo all’allenamento con le dovute energie (prese da ciò che mangio)…non avrò di quei problemi!

👉🏻Il nuoto può bastare a farmi mettere massa? O devo per forza fare pesi?
👨‍🏫Il nuoto è da considerare uno sport a regime aerobico/cardiovascolare…quindi mi sento di dire che per una migliore ipertrofia muscolare è utile abbinare delle sedute specifiche in sala pesi.

👉🏻Quante volte bisognerebbe allenarsi? Ci sono differenze tra uomo e donna?
👨‍🏫Il ministero della salute e tutti i medici dicono che 1 ora al giorno di sport sia l’ideale per un buon proseguo…non mi resta che essere d’accordo….aggiungerei solo il cosa fare….perché se tutti i giorni faccio le stesse cose (tipo corsa,camminata) va bene, se tutti i giorni invece faccio gli stessi pesi e stessi esercizi va meno bene. Non esistono differenze tra donne e uomini….entrambi possono praticare sport tutti i giorni, le differenze sono solo strutturali e genetiche e influiscono sulle prestazioni e di conseguenza sui recuperi.

👉🏻È sempre necessario arrivare al cedimento per avere uno sviluppo muscolare?
👨‍🏫Non è sempre necessario arrivare al cedimento muscolare per avere uno sviluppo…bisogna sempre aver chiari gli obiettivi di quello che si vuole fare….sicuramente in un allenamento di ipertrofia o di forza a volte si può arrivare al cedimento….ma non è sicuramente la condizione assoluta.

👉🏻Odio fare cardio…devo farlo per forza per fare massa?
👨‍🏫Il cuore è il muscolo involontario più importante di tutto il corpo… per alcuni potrebbe aumentare le performance perché ottimizza la circolazione e crea miglioramenti sulle capacità di pompaggio in un allenamento di massa…anche se per qualcuno potrebbe sembrare strano. Produciamo meno lattato e migliora la soglia di affaticamento. Si avrebbe una maggiore tolleranza alla fatica/intensità e quindi maggiore possibilità di crescita muscolare. Inoltre, una migliore ossigenazione muscolare aumenta la capacità di spinta e quindi di aumento del peso sollevato.

👉🏻Spesso quando mi alleno in palestra mi FA MALE LA TESTA dopo qualche ripetizione…è normale? Come posso evitarlo?
👨‍🏫Il mal di testa è una patologia frequente in palestra…si chiama cefalea da sforzo e 1 su 3 ne soffre…dipende da una carenza di ossigeno al cervello….oppure da un irrigidimento dei muscoli del collo….rimedi possono essere quelli di fare un lavoro aerobico prima dei pesi(per ossigenare meglio) e quello di allungare i muscoli del collo cosi da alleviare il dolore alla testa.

👉🏻Come posso allenare al meglio e velocemente le SPALLE?
👨‍🏫Le spalle e i muscoli che le costituiscono sono molto complessi anche perché hanno molte articolazioni ,dal punto di vista visivo (pesi che sollevi)..non avrai dei benefici istantanei come per altri muscoli. Il mio consiglio è quello di non allenarle tutti i giorni..o perlomeno se le vuoi allenare differenzia il tipo di esercizi…..perché la spalla per allenarla bene bisogna sollecitare non solo 1 muscolo. Comunque, chiedi sempre in sala al trainer!

👉🏻Sono molto sovrappeso e sto cercando di mangiare bene e allenarmi…ma avrò mai un FISICO ASCIUTTO?
👨‍🏫Il fisico asciutto lo si può avere giustamente mangiando bene (sempre sotto il benestare di un professionista, perché bisogna capire cosa è per te il mangiare bene)….e poi integrare il tutto con un allenamento mirato che non deve essere troppo intenso… è bene farsi consigliare dal trainer le giuste frequenze da tenere per bruciare grassi e abbinare esercizi specifici; e bisogna sempre capire che tipo di costituzione corporea uno ha!

STRETCHING

In palestra noto spesso persone che si allenano duramente per 1-2 ore per tutta la settimana, con l’unico scopo di aumentare i sovraccarichi per ottenere l’ipertrofia muscolare.

L’allungamento dei muscoli è spesso snobbato, ed a volte addirittura considerato come una vera e propria perdita di tempo.

A mio avviso, invece, deve essere considerato una parte importante di ogni allenamento.

Per esempio, se in palestra l’obiettivo è  quello di aumentare l’ipertrofia si cerca giustamente di aumentare i sovraccarichi, ma teoricamente stimolando il muscolo si avrà, dal punto di vista muscolare, una retrazione del muscolo stesso: ciò non consentirà di  utilizzare il completo range di movimento (rom, range of movement)

Ricordo che per avere una massima contrazione occorre partire dal massimo allungamento, ma se è presente una retrazione muscolare il rom sarà limitato e di conseguenza sarà  limitato lo sviluppo muscolare (i filamenti di actina e miosina, costituenti la fibra muscolare, non potranno allungarsi e contrarsi correttamente).

Un’altra conseguenza di un rom insufficiente è la compensazione per l’esecuzione di alcuni movimenti, con il coinvolgimento di altri muscoli durante gli esercizi: ciò può generare un’esecuzione non corretta e quindi un aumento del rischio di contratture.

 

Si capisce come diventi importante avere un corpo elastico e flessibile per avere una migliore performance.

I principali tipi di stretching si suddividono in:

  • Settoriale
  • Globale attivo

 

Il primo, probabilmente il più  conosciuto, consiste nel mantenere in allungamento (quindi in stato di tensione, ma senza sentire male) il distretto muscolare per circa 30-40 secondi; ha il vantaggio di essere semplice da fare ma lo svantaggio di non tenere conto delle catene muscolari e di non agire sul tessuto connettivo.

Il secondo invece, molto meno conosciuto ma molto più efficace, agisce sulle catene muscolari che sono presenti nel corpo umano  e che si influenzano in maniera reciproca: cosi facendo possiamo eliminare i compensi che il corpo crea durante l’allungamento. Piccola nota negativa: richiede molto più  tempo…

Quindi, in conclusione, mi permetto di sottolineare che lo stretching deve essere considerato come parte integrante di ogni singolo allenamento.

Dott. Andrea Cattaneo

Direttore Fitness CUS Bergamo

Chiediamo a Marina: allenamento e spuntini… e il caffè?

 

Marina è la nostra istruttrice dei corsi di gruppo (qui lista e orari–> https://cusbergamo.it/centro-fitness/corsi-fitness-compresi-negli-abbonamenti/). Le abbiamo chiesto se le capita di dare consigli  su cosa mangiare per affrontare una sessione di allenamento, e se il caffè può essere o meno un valido aiuto per ricaricarsi prima e durante la sessione.

In 26 anni di lavoro nel mondo del fitness mi è capitato di dare consigli su cosa consumare prima o durante un allenamento. Ovviamente, non essendo nutrizionista di professione, ci tengo sempre a precisare che i miei sono solo consigli basati sull’esperienza personale e articoli relativi a studi scientifici letti da riviste specializzate, ma non possono in alcun modo sostituire il consulto di una figura professionale esperta di nutrizione!

L’alimentazione svolge un ruolo importante prima di allenarsi affinché l’organismo possa sopportare lo stimolo allenante, per recuperare prima e mantenere la glicemia costante. Ovvio che si parla di un allenamento per persone “comuni” in palestra, per gli atleti professionisti invece il discorso è più ampio e dettagliato e varia a seconda dello sport praticato. Generalmente, un pasto prima dell’allenamento in palestra deve essere di elevata digeribilità e con alimenti di medio-basso indice glicemico. Uno spuntino ideale dovrebbe avere tra le 100 e le 200 calorie, ideale un mix di proteine magre, carboidrati di qualità e grassi sani. E soprattutto non dimenticarsi di bere acqua già da prima di allenarsi! Vanno bene barrette energetiche, yogurt, pane integrale con marmellata o una manciata di noci; va bene anche un piccolo panino con della bresaola, o se la si digerisce una banana. Bisogna comunque sempre ricordarsi che si parla di un spuntino pre-allenamento, non di un pasto!

Per quanto riguarda il caffè, secondo varie ricerche effettivamente la caffeina diminuisce il senso di stanchezza e potenzia l’azione negli stimoli di contrazione. L’unico svantaggio può essere la disidratazione, quindi sì al caffè prima di allenarsi, ma bere anche acqua prima e durante l’allenamento!

ALLENAMENTO AEROBICO ED ANAEROBICO

 

Premesso che qualsiasi attività  fisica, se bene ben programmata e fatta con il giusto spirito, giova al fisico (e anche alla mente), non vi è  dubbio che fra lavoro aerobico e anaerobico vi sia una netta differenza (come è evidente dalle parole stesse).

Entrambi i tipi di lavoro danno innumerevoli benefici al nostro corpo. Ecco di seguito i principali:

 

Benefici generali

Diminuzione dello stress

Benefici dell’apparato cardio-circolatorio 

Pressione

Polmonare

Cellulite

Diabete

A livello capillare

Benefici dell’apparato scheletrico

Contrasta l’artrosi e l’osteoporosi

Benefici dell’apparato muscolare

Aumento della forza e della resistenza

Migliora la capacità aerobica 

 

A livello teorico definiamo un esercizio aerobico un’attività  durante la quale l’ossigeno diventa parte determinante  nel processo di scissione dell’atp (adenosin tri fosfato: è la molecola energetica  necessaria per l’attività muscolare).

Diversamente invece definiamo  un esercizio anaerobico quando la risintesi dell’atp avviene in assenza o scarsità  di ossigeno.

La differenza sostanziale fra i due tipi di lavoro è  proprio il diverso impiego dell’ossigeno.

 

Per capire che tipo di lavoro scegliere è  bene comprendere le differenze sui tipi di benefici che ognuno di essi produce  e sulla tipologia di persone alle quali sono rivolti.

 

I lavori aerobici (accessibili a tutti)  permettono di mantenere il proprio fisico in salute con attività  per tonificare  e rafforzare le funzioni cardiache, sono lavori a bassa intensità e di lunga durata (per esempio una camminata di 40′).

 

I lavori anaerobici producono un miglioramento della massa corporea, della forza resistente  e della potenza muscolare.

 

Fra i due tipi di lavori ci sono molte differenze che forniscono anche indicazioni utili su chi può  svolgere un tipo di attività  piuttosto che l’altra. Per esempio una persona anziana dovrebbe prediligere un lavoro aerobico, mentre un ragazzo  giovane e allenato potrebbe farli entrambe.

 

In conclusione mi sento sempre di dire e consigliare che prima di cimentarsi nelle cose  è  sempre meglio chiedere  ad una persona qualificata nel settore: il giusto mix fra i due tipi di lavori costituisce l’allenamento ottimale, ma bisogna sempre fissare prima l’obiettivo e da quello cominciare a programmare.

 

Dott. Andrea Cattaneo

Direttore Fitness CUS Bergamo

Zero scuse… quest’anno ci si muove!

 

Quante volte  hai pensato: “da settembre ricomincio ad allenarmi a pieno ritmo”, “quest’anno la pigrizia e gli impegni non vinceranno”, “la prossima estate sarò al top della forma”, “non è solo per il fisico, ma proprio per la salute in generale”?

Ebbene sì: fare una qualche attività fisica non è una mera questione di bell’aspetto, tutt’altro!

Fare attività fisica può essere un modo molto soddisfacente di raggiungere benessere fisico e mentale.

Non bisogna certo strafare con gli obiettivi o si rischia di mollare subito, non si può pensare di partire da zero e dopo un mese pensare di avere il fisico di Chris Hemsworth in Thor o di Halle Berry in Catwoman; l’importante è essere costanti.

Se pensi di non avere tempo o modo per riuscire nell’impresa, ora non hai più scuse: al CUS Bergamo ci sono attività per tutti i gusti, gli impegni e le età.

 

Oltre ai classici sala fitness e corsi di gruppo, il nostro palinsesto comprende talmente tante attività che per non trovare quella giusta bisogna impegnarsi:

  • Aikido (arte marziale giapponese, con l’obiettivo di imparare a gestire situazioni anche difficili, senza necessariamente ricorrere allo scontro fisico)
  • Atletica leggera (un insieme di discipline sportive: corse, lanci e salti, corsa su strada, marcia e corsa campestre)
  • Badminton (un insieme di discipline sportive: corse, lanci e salti, corsa su strada, marcia e corsa campestre)
  • Danza (non è solo movimento, è respiro, disciplina, crescita e passione)
  • Ginnastica Artistica (tutto il corpo è chiamato ad esprimersi in innumerevoli movimenti, difficoltà e posizioni con l’ausilio di attrezzi come la trave, il trampolino, il volteggio e le parallele)
  • Ginnastica Ritmica (gli disciplina che prevede esercizi con accompagnamento musicale, fondendo insieme danza, ginnastica, eleganza e fantasia; prevede l’utilizzo di cinque piccoli attrezzi: fune, cerchio, palla, clavette e nastro)
  • Judo (l’arte marziale non violenta)
  • Karate (arte marziale che insegna autocontrollo, disciplina e rispetto)
  • Kickboxing (sport da combattimento che combina tecniche di calcio, caratteristiche delle arti marziali orientali, ai colpi di pugno propri del pugilato)
  • Lotta Olimpica Pancrazio (estende il potenziale della lotta olimpica all’arte dei colpi a mano nuda e delle chiavi articolari)
  • Pentathlon Moderno (corsa, equitazione, nuoto, scherma e tiro con la pistola)
  • Rowing (il canottaggio in palestra)
  • Scherma (gesti sportivi calibrati, grande concentrazione, potenza di scatto, perfetta coordinazione, rispetto assoluto dell’avversario)
  • Sci (sci alpino, sci nordico, sci alpinismo)
  • Taekwondo (“l’arte dei calci e pugni in volo”, è un’antica arte marziale coreana che privilegia nelle sue tecniche l’uso delle gambe e dei calci)
  • Tennistavolo (coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi)
  • Ultimate Frisbee (sport di squadra dinamico e competitivo, fatto di strategia e divertimento)
  • Wushu Kung Fu (arte marziale che si compone di svariate tecniche di braccia, di calci a terra e calci volanti, spazzate, parate, salti acrobatici e cadute; comprende inoltre l’utilizzo di svariati tipi di attrezzi, tra cui spade, lance, bastoni e catene)

 

Non sono di tuo interesse? Non abbiamo finito, infatti! Ci sono anche:

  • Arrampicata Indoor (possibilità di arrampicare in sicurezza in qualsiasi condizione meteorologica ed in qualsiasi periodo dell’anno)
  • Baseball (abbina le prestazioni sportive alla capacità di ragionamento e di saper effettuare scelte in tempi rapidi)
  • Canottaggio (impegna globalmente l’organismo sia dal punto di vista cardio-respiratorio che muscolo-scheletrico)
  • Canoa Kayak (torrente, fiume, lago, mare… )
  • Ciclismo Fuoristrada (BMX (Bicycle Motocross), MTB (Mountainbike), Downhill)
  • Equitazione (affronta il rapporto complesso e affascinante che si instaura tra uomo e cavallo)
  • Escursionismo (proposte di diverse attività di ambiente montano, dalle più semplici alle più complesse)
  • Kendo e laido (l’arte dell’uso della spada giapponese)
  • Parkour (correre, arrampicarsi e saltare per superare un ostacolo o attraversare uno spazio)
  • Roller (equilibrio, dinamicità e tanto divertimento)
  • Scacchi (gioco da tavolo che vede opposti due avversari, detti “Bianco” e “Nero” dal colore dei pezzi che muovono)
  • Tennis (coordinazione, destrezza, velocità, resistenza e visione di gioco)
  • Tiro a segno (consiste nel colpire un bersaglio il più possibile vicino al centro da una determinata distanza con un’arma da fuoco o ad aria compressa)
  • Tiro con l’arco (sport di antiche origini)

 

Ancora nulla?

Se sei più classico e vuoi fare calcio, pallavolo o pallacanestro, puoi affittare i campi per giocare (scrivendo una e-mail a cus@unibg.it per info). O ancora, se ti interessa nuotare, puoi ottenere sconti per gli ingressi alle piscine di Dalmine e Bergamo Alta.

Cosa vuoi di più? Cosa stai aspettando? Basta rimandare, vieni a fare un giro al CUS Bergamo, tesserati e lasciati ispirare dalle infinite attività proposte… a volte, lo scoglio più grosso è solo il primo passo!

 

Ti aspettiamo al CUS a Dalmine in Via Verdi, 56!

 

 

 

Come riprendere ad allenarsi dopo la pausa estiva

Con settembre è ormai giunto il momento di riporre ombrellone e sdraio per tornare ad allenarsi: lasciamo da parte grigliate e cocktail estivi e ricominciamo a “volerci bene”.

Come accennato nei precedenti articoli, è consigliabile non interrompere del tutto l’attività fisica durante l’estate; purtroppo, però, molte persone ritengono giusto (aimè!) fare il contrario e concedersi lunghi periodi di inattività, che spesso coincidono anche con uno stile di vita non del tutto regolare.

Le lunghe pause rischiano di far perdere gran parte (se non tutto) di quello che con tanta fatica avevamo conquistato nei mesi precedenti.

Detto ciò, se arrivate da un periodo di inattività, il consiglio più importante è quello di ripartire  in modo graduale ed equilibrato, con il giusto carico di allenamenti (sia come numero che come intensità).

Bisogna tener conto che gli apparati muscolari, dopo un periodo di inattività, sono un po’ “arrugginiti” e quindi partire a tutto gas porterebbe a problemi e, nel caso peggiore, a traumi.

Quando si ricomincia l’attività fisica un buon consiglio è quello di ricominciare con esercizi che conoscete bene: in questo modo potrete sfruttare la memoria muscolare riprendendo in modo meno faticoso.

Dal punto di vista del carico da applicare si consiglia di utilizzare carichi all’incirca del 50/60% del proprio massimale.

Parte fondamentale (a maggior ragione se si arriva da un periodo di inattività) è  la fase del riscaldamento: si consiglia un’attività  aerobica (leggera), per vascolarizzare tutti i gruppi muscolari, e un riscaldamento specifico per i gruppi muscolari che alleneremo.

Un consiglio molto importante è di non “demotivarsi” se i risultati non sono come quelli che avevamo prima di interrompere la palestra: è del tutto fisiologico. Con l’esercizio graduale e costante i risultati arriveranno!

 

Dott. Andrea Cattaneo

Direttore Fitness CUS Bergamo

Bambini 6-12 e Sport

 

Le tappe di sviluppo dello schema corporeo vengono collocate in un periodo di vita che va dalla nascita fino ai dodici anni circa. Secondo la maggior parte degli autori in letteratura, sono identificabili tre stadi fondamentali nell’acquisizione del suddetto schema:

– Tappa del corpo vissuto (0 – 3 anni)
– Tappa del corpo percepito (4 – 6 anni)
– Tappa del corpo rappresentato (7 – 12 anni)

“Nella misura in cui il bambino ha l’uso del proprio corpo, può apprendere gli elementi del mondo che lo circonda e stabilire delle relazioni tra essi. Può cioè sviluppare l’intelligenza”

L’educazione motoria, in questa fase evolutiva del bambino deve necessariamente essere considerata come un mezzo per lo sviluppo delle attitudini all’apprendimento motorio.
È solo partendo dalla congrua e coerente stimolazione multilaterale che si può in futuro orientare il bambino verso una specifica attività.
Tutto questo si traduce con una attività motoria che sia la più varia possibile con l’implicito risultato di non essere preclusa a nessuno.
Partendo da queste considerazioni, si evince che tutti gli sport soprattutto di squadra (il lavoro di squadra contribuisce allo sviluppo psicomotorio per mezzo di esperienze individuali nel seno di un gruppo ed esperienze collettive dove sono richieste organizzazione, cooperazione e comunicazione) vanno bene a patto che sviluppino gli schemi motori di base e le capacità coordinative attraverso principalmente il GIOCO.

Il Gioco, nell’ambito dell’educazione motoria, deve valorizzare tre dimensioni:

– Dimensione immaginativa: permette di porre in relazione simbolica il mondo interiore con quello esteriore e assicura la necessaria spontaneità di espressione su tutti i campi possibili.
– Dimensione funzionale: permette al bambino di applicare tecniche di problem solving a circostanze motorie attraverso vari tentativi, sperimentando e valorizzando così il significato di errore.
– Dimensione normativa (ovvero relativa alle norme, alle regole): permette al bambino, in modo ludico, di imparare che ci sono delle regole che vanno comprese, condivise e quindi rispettate. Le regole si pongono come “confini” nella crescita dei bambini in quanto stabiliscono dei limiti tra ciò che è consentito e ciò che non lo è. La demarcazione che ne deriva è fattore indispensabile per la socializzazione.
Nota Bene: Diffidate da tutte le associazioni sportive che hanno come obiettivo lo sviluppo precoce e la specializzazione sportiva del bambino, il cui unico scopo è quello di ottenere risultati / vittorie nell’immediato, trascurando l’importanza delle tappe di sviluppo del bambino!
Ricordiamoci che il bambino che ha avuto la possibilità di sperimentare diverse discipline sportive, ha un bagaglio motorio che gli consente, verso i 12-13 anni, di scegliere / cambiare lo sport che preferisce senza avere la “paura” di essere impacciato e il conseguente abbandono sportivo.

Prof. Matteo Rossi
Athletic trainer

Il CUS Bergamo ritorna a fare le ore piccole!

 

 

Messa ormai quasi da parte l’estate, durante la quale il CUS Bergamo ha ridotto leggermente gli orari di apertura, DAL PRIMO SETTEMBRE il centro riprende col botto a pieno ritmo! Di seguito gli orari validi da inizio settembre a fine giugno.

LUN – VEN –> centro aperto dalle 7 a mezzanotte, sala fitness attiva dalle 7 alle 22:30, campi prenotabili fino alle 23.
SAB –> centro aperto dalle 9 alle 19, sala fitness attiva dalle 9 alle 17, campi prenotabili fino alle 18:00.
DOM –> centro aperto dalle 9 alle 19, sala fitness attiva dalle 9 alle 13, campi prenotabili fino alle 18:00.

Inoltre ricominciano tutte le attività sportive, dalle arti marziali alla danza –> https://cusbergamo.it/sport/

Hai già scelto cosa fare? Se non l’hai ancora fatto puoi prenotare le prove, o passa direttamente da noi a chiedere informazioni!

Il CUS Bergamo non si ferma praticamente mai, tranne che per pochissimi giorni l’anno in cui chiude: 1/1 Capodanno, 6/1 Epifania, Pasqua, Lunedì di Pasqua, 15/8 Ferragosto, 1/11 Ognissanti, 8/12 Immacolata Concezione, 25/12 Natale, 26/12 Santo Stefano. Mentre ha orari ridotti (centro aperto dalle 9 alle 14, sala fitness dalle 9 alle 13) nei seguenti giorni: Vigilia di Pasqua, 25/4, 1/5, 2/6, 24/12 e 31/12.

Dunque, mi raccomando, da settembre mettiamo da parte il bradipo che c’è in noi nei mesi più caldi dell’anno, e ricominciamo a pieno ritmo!

Vi aspettiamo come sempre: CARICHI E NUMEROSI!

 

Intervista a Thomas Carlessi, aspirante allenatore, aiuto-allenatore di Taekwondo presso il CUS Bergamo

 

 

COS’È IL TAEKWONDO?

È una disciplina coreana che significa arte di tirare calci e pugni in volo, ufficialmente sport olimpico da Sidney 2000. Noi in particolare facciamo Taekwondo WTF, che si differenzia dal Taekwondo ITF per essere più moderno e focalizzato sullo sparring.

 

QUANDO HAI INIZIATO?

Taekwondo l’ ho iniziato a 25 anni… con le arti marziali in generale ho cominciato a 17 con la Kickboxing, dove sono arrivato all’ obiettivo che mi ero prefissato (cintura nera, 1° dan).

 

PERCHÉ HAI INIZIATO?

Per caso: ero annoiato, non avevo nulla da fare e ho cercato in Internet una disciplina di arti marziali che potesse interessarmi. Avevo già avuto esperienza con altre arti marziali, ad esempio la Kickboxing. Avevo deciso di cambiare disciplina per mettere alla prova la mia conoscenza sulle arti marziali e migliorare. Ho cercato informazioni su varie discipline e mi è piaciuto il Taekwondo, visto che ero più portato a muovere le gambe e il Taekwondo si concentra soprattutto su quelle.

 

HAI SEMPRE FATTO L’AGONISTA?

No, ho iniziato con il Taekwondo, poco dopo averlo cominciato (1 mese). Biagio Brunetti, il nostro maestro, voleva farmi provare e io ero curioso, per vedere cosa volesse dire salire sul ring per una gara… ho provato e da lì poi ho iniziato a fare le gare.

 

HAI AVUTO PAURA ALLA TUA PRIMA GARA?

Un po’ di ansia ce l’avevo, essendo appunto la prima gara in assoluto. Ero abbastanza teso e nervoso prima di entrare sul quadrato, poi una volta che entri e sei di fronte all’ avversario ti si azzera il cervello, ti concentri solo sull’ obiettivo e incominci ad ascoltare quello che ti viene detto, i consigli che ti vengono dati da allenatori e compagni, da chi ha fatto un po’ più di esperienza e gare, e cerchi di mettere insieme tutto quello che ti dicono per fare del tuo meglio durante l’incontro.

 

E COM’ È ANDATA LA PRIMA GARA?

L’ho vinta, 27 a 3!

 

COSA SI FA IN UN ALLENAMENTO?

Per gli adulti (dai 13 ai 99 anni) si parte con riscaldamento per mettere in moto tutti i muscoli del corpo ed evitare poi di farsi male con strappi e dolori vari (si parte a mettere in moto il corpo dal basso verso l’alto iniziando da una leggera corsa), a seguire stretching per allungare i muscoli e prevenire traumi, poi riscaldamento sui colpitori (sono dei cuscini fatti a paletta) per le gambe (si parte dai calci bassi e man mano si punta a scaldare i muscoli per i calci alti). Tutto viene effettuato in modo dinamico, non si sta mai fermi.

Dopodiché, in base al piano messo appunto dall’ istruttore Enea Facheris insieme a Biagio (diverso per persone nuove appena iscritte, amatori e agonisti), si procede con l’ allenamento vero e proprio, che cambia all’ incirca di settimana in settimana, in base agli step da raggiungere per arrivare all’ obiettivo finale, che può essere ad esempio la preparazione ad una gara importante per gli agonisti. Questi ultimi partono infatti con una tipologia di preparazione, poi passano al carico, poi alla tattica fino ad arrivare allo scarico prima della gara. Mai fare carico prima della gara per gli agonisti, soprattutto nel Taekwondo che lavora molto sulle gambe!

In generale, comunque, nel caso ci si accorga di qualche deficit su una qualche tecnica, si lascia momentaneamente da parte il programma per soffermarsi sulla tecnica in questione. Questo per le cinture colorate, mentre per le cinture nere è tutta un’ altra questione, in quanto hanno già padronanza della tecnica.

Passata la fase iniziale dell’ allenamento, si mettono le corazze e si fa combattimento vero e proprio contro i compagni di squadra, cercando di replicare le tecniche esercitate in precedenza sul colpitore. Il combattimento può essere vincolato (es. utilizzando solo la gamba destra, oppure solo calci bassi, o altro), oppure libero, o anche semi-vincolato (es. ogni dieci calci devi inserire una tecnica specifica).

Oltre al combattimento, comunque, c’è anche il campo delle forme nel Taekwondo: una serie di mosse in un combattimento simulato uno contro uno contro un avversario della tua stessa altezza. È un po’ l’ equivalente del kata nel Karate, ed è nel programma olimpico Tokyo 2020. L’esecuzione aiuta molto il miglioramento delle tecniche, sia di calci che di pugni, della respirazione e della concentrazione.

Per i bambini (dai 4 anni ai 12) l’allenamento invece è completamente diverso, è più una sorta di avviamento allo sport tramite il Taekwondo. Il bambino vede gli esercizi più come dei giochi fisici, con cui viene portato ad eseguire determinati schemi motori di base inserendo anche tecniche di Taekwondo.

 

TU CHE CINTURA SEI?

Sono partito da una mezza blu (avendo già fatto Kickboxing l’esperienza mi ha aiutato) e, facendo poi tutti gli esami, adesso sono da poco cintura nera, 1° dan.

 

DICIAMO ALLORA CHE È MEGLIO NON FARTI ARRABBIARE…

Beh partiamo dal presupposto che, come tutte le arti marziali, va usata solo per legittima difesa! Dunque se mi fai arrabbiare non posso usare il Taekwondo… se mi tiri un pugno e mi attacchi, posso usarlo. Bisogna però prestare molta attenzione con le arti marziali, soprattutto col Taekwondo perché è molto devastante: hai più forza nel calcio, e soprattutto hai una distanza maggiore rispetto a un pugno, dunque tu sei pericoloso da più lontano. È una cosa su cui gli allenatori e la società giustamente insistono molto: fare Taekwondo solo in palestra, evitare di farlo a casa perché puoi diventare pericoloso e far male! In palestra sei controllato e protetto, fuori no e l’uso del Taekwondo è reputato arma bianca (come tutte le arti marziali). Se sappiamo che un atleta usa il Taekwondo fuori dal contesto della palestra e non per legittima difesa, viene espulso dalla società! Stessa cosa se non si tiene un comportamento appropriato in palestra, non si rispettano i compagni e il grado; la disciplina è fondamentale!

 

SERVE QUALCOSA DI PARTICOLARE PER PRATICARE?

Per cominciare basta un outfit basico: pantaloni (lunghi per una questione igienica) e maglietta, piedi nudi! Tutta l’attrezzatura che serve ce l’ abbiamo, anche qualche protezione da prestare, ma se uno vuole iniziare le cose fondamentali richieste sono due: paradenti e conchiglia (sia per uomini che per donne).

 

PERCHÈ CONSIGLIERESTI IL TAEKWONDO?

Perchè ti insegna la disciplina e migliora la conoscenza del proprio corpo, per mettersi alla prova e superare i propri limiti fisici e mentali. Il detto mens sana in corpore sano qui calza a pennello, infatti fra gli atleti vi sono stati miglioramenti anche a livello di rendimento scolastico da quando hanno iniziato a praticare questo sport, che è anche una valvola di sfogo!

Sembra uno sport individuale ma lo è solo sul quadrato, quando sei in gara. La squadra è fondamentale, non puoi allenarti da solo, è importante confrontarti con persone diverse. Può sembrare uno sport violento ma non è così, perchè in gara sei protetto dalla testa ai piedi. Per i bambini c’è il casco con la visiera in plexiglas (per la protezione del naso), mentre gli adulti non hanno la visiera. È anche uno sport tecnologico: vi sono multipli sensori che captano i colpi tecnicamente corretti (in base al tuo peso, si attivano se colpisci con la giusta forza e la giusta velocità). Inoltre, cosa non trascurabile, è uno sport spettacolare: vengono eseguiti moltissimi calci e pugni in volo, a rotazione.

 

 

Tutti i contatti e le informazioni sui corsi e le prove sono visibili al link —> https://taekwondo.cusbergamo.it/

 

 

Intervista a Mohamed Jendaoui, tecnico Olimpia Karate CUS Bergamo ASD e coach internazionale WKF

 

TU SEI COACH WKF… MA COSA SIGNIFICA WKF?

WKF è la World Karate Federation, unica federazione mondiale che può partecipare alle Olimpiadi.

 

QUANDO HAI INIZIATO?

Ho iniziato tardi, quando avevo 15 anni, a San Pellegrino Terme.

 

PERCHÉ HAI INIZIATO?

Non ti so dire un perché preciso, mi sono sempre piaciute le arti marziali, però purtroppo abitando a Branzi mi era impossibile praticarle (non c’era alcuna palestra lì vicino). Appena sono cresciuto un po’, ho potuto iniziare: fortunatamente mi portava un mio amico a San Pellegrino, perché i miei genitori con i turni di lavoro non sarebbero riusciti. Da lì ho iniziato a praticare e non mi sono più fermato.

 

COS’È IL KARATE?

Il Karate è nato innanzitutto come sport di difesa. Quello che noi pratichiamo qui al CUS Bergamo è un Karate sportivo, agonistico (ha un’impronta leggermente diversa da quello che è il Karate tradizionale). Dà la possibilità ai ragazzi di allenarsi, confrontarsi con i compagni e allo stesso tempo misurarsi a livello nazionale e internazionale.

 

A CHI LO CONSIGLIERESTI?

A tutti, chiunque può farlo, dai 4 ai 99 anni!

 

PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

Per essere un agonista devi essere bravo a sacrificarti. Significa che devi essere pronto a dare il tuo tempo: un agonista di alto livello si allena 5 giorni a settimana, poi il sabato e la domenica vi sono le gare. Fare l’agonista significa rinunciare a qualche serata con gli amici, fare allenamenti durissimi anche in condizioni pessime (anche se non stai bene, ti alleni per le gare importanti). Detto ciò,  tutti possono ambire ad essere agonisti: bisogna porsi degli obiettivi e avere determinazione nel perseguirli. La determinazione è una caratteristica fondamentale degli agonisti. La paura (di sbagliare, di farsi male), diversamente da ciò che si potrebbe pensare in prima battuta, è un vantaggio: ci ricorda che siamo umani, ci sprona a fare sempre meglio.

Non c’è un’età per iniziare a fare l’agonista, io ad esempio ho iniziato tardi, poco dopo aver iniziato Karate. E ho continuato finché purtroppo  non ho subito la rottura dei legamenti del ginocchio mentre ero a lavoro. Avevo sentito male, poi durante l’allenamento mi sono accorto che non riuscivo a muoverlo. Questo infortunio ha fermato la mia carriere agonistica, ma sicuramente non ha fermato la passione per il Karate!

 

QUANDO HAI INIZIATO A FARE IL TECNICO?

Mentre facevo l’agonista! La cosa più bella di questo sport è trasmetterne le sensazioni (tutte: dall’essere sul quadrato pronto per un combattimento fino alle sensazioni legate alle vittorie e alle sconfitte anche) e la passione agli altri, a chi alleni. Cerco di dare ai miei allievi tutto quello che ho ricevuto da questo sport, e anche di più.

 

COSA SI FA IN UN ALLENAMENTO?

Per quanto riguarda i bambini (dai 4 ai 10/11), essi vengono coinvolti in un gioco Karate, dove si impara innanzitutto il coordinamento, e imparano a stare insieme al gruppo. Si cerca piano piano di trasmettere loro quelli che sono i valori del Karate, fino a trasformarli in piccoli campioni: si parte da una fase di riscaldamento e acrobatica, fino a imparare a tirare le tecniche.

Gli agonisti (dai 12 anni) si concentrano sulle tecniche specifiche per la gara. Infatti, il Karate è uno sport in continua evoluzione, i tecnici devono tenersi aggiornati! Io spesso viaggio in campo internazionale, avendo la fortuna di collaborare anche con la Nazionale del Marocco posso essere presente in diverse gare internazionali e avere una visione più ampia di quello che è il Karate a livello mondiale. Così facendo ho la possibilità di studiare quali sono le nuove strategie, gli allenamenti migliori e adattarli quando torno qui in Italia.

Infine, gli amatori non più bambini (atleti non agonisti) fanno la parte di riscaldamento con gli agonisti, poi mantengono gli stessi lavori (dai propedeutici alle tecniche basiche di Karate) con ritmi un pochino più blandi.

 

PERCHÉ LO CONSIGLIERESTI?

Ci si allena come una squadra, come un team, sebbene il Karate sia uno sport individuale. Quando un membro della squadra gareggia, tutti sono lì a tifarlo. Se si devono battere tra compagni danno il massimo, ma finita la gara tornano amici come prima. Questo significa fare squadra!

 

SERVE QUALCOSA DI PARTICOLARE PER PRATICARE?

Passione, determinazione e soprattutto grinta!

 

 

Tutti i contatti e le informazioni sui corsi e le prove sono visibili al link —> https://olimpiakarate.cusbergamo.it