aikido

Intervista a Antonio Englaro, insegnante di Aikido presso il CUS Bergamo

 

COSA É L’AIKIDO?

AIKIDO è l’acronimo di tre parole, Ai (unione/legame), Ki (energia/spirito), Do (via/metodo). E’ un’elegante arte di autodifesa di rara potenza ed efficacia, che non è frutto dell’applicazione di forza fisica, ma l’esecuzione di precisi e raffinati movimenti studiati e ripetuti innumerevoli volte con impegno fisico e mentale.

 

COME E QUANDO HAI CONOSCIUTO L’AIKIDO?

L’ho incontrato per caso, nel 1998. Per motivi di lavoro avevo conosciuto un insegnante di Judo, il quale mi invitò presso la palestra dove insegnava per una lezione di prova. Il giorno indicato mi sono presentato, ma sbagliai l’orario, arrivando un’ora prima. In palestra c’era un piccolo gruppo di atleti che stava praticando sui tappetini, sotto l’attenta guida di un barbuto omone. Alcuni di loro indossavano una strana gonna-pantalone di colore nero, altri no. Dopo dieci minuti, l’insegnate mi chiese cosa volessi, sentita la mia risposta mi disse che Judo iniziava un’ora dopo, quindi mi offrì due possibilità: andarmene e tornare dopo, oppure salire sul tatami. Da quel momento, metaforicamente, non sono più uscito dal dojo, ne’ sono sceso dal tatami, ricevendo da lui il mio primo hakama (i tipici pantaloni neri indossati dai praticanti di arti marziali tradizionali). Devo ringraziare questo Maestro per l’opportunità della scoperta, ma anche un altro Maestro incontrato in seguito per gli anni che mi hanno dedicato.

 

A CHI É CONSIGLIATO? LO POSSONO FARE TUTTI O VI SONO LIMITI DI ETÀ?

E’ consigliato a tutti, non ci sono limiti di età, sia per iniziare sia per continuare la pratica. A qualunque età produce benefici fisici e mentali fortemente percepibili. Nei più giovani favorisce lo sviluppo motorio generale, nei più maturi favorisce il mantenimento delle capacità motorie. Per tutti favorisce lo sviluppo e il mantenimento di un buono ed equilibrato tono muscolare.

 

SE UN RAGAZZO/A VOLESSE INIZIARE AIKIDO, COSA CONSIGLIERESTI? SERVE UN ABBIGLIAMENTO PARTICOLARE?

A chi vuole iniziare, consiglio di provare, ma soprattutto di non demordere e insistere, i primi riscontri positivi saranno percepiti già dopo poche lezioni. Come abbigliamento consiglio di mettersi comodi: un paio di pantaloni della tuta e una maglietta; una volta deciso, meglio acquistare un keikogi (molti lo chiamano kimono), diverrà il più amato capo di vestiario da allenamento.

 

COME É STRUTTURATO UN ALLENAMENTO?

L’allenamento inizia sempre con il saluto tradizionale, brevi esercizi di respirazione per predisporsi mentalmente alla lezione, riscaldamento muscolare, esercizi con movimenti di base, spiegazione ed esecuzione di due o tre tecniche, esercizi di stretching e rilassamento, infine saluto tradizionale.

 

É UNO SPORT PERICOLOSO? QUALI SONO I BENEFICI E QUALI I RISCHI?

Molto dipende dalla cultura della sicurezza che l’insegnante vuole veicolare agli allievi; quando necessario deve saper rallentare e mettere in luce i potenziali rischi e le cautele da adottare per proteggersi. I benefici sono fisici e mentali. La pratica non è percepita come ripetitiva né monotona, i movimenti e le tecniche favoriscono lo sviluppo e il mantenimento equilibrato del tono muscolare, favoriscono l’acquisizione e il mantenimento dell’elasticità fisica, dell’agilità ed l’equilibrio, spingendo naturalmente il praticante a mantenere una postura corretta, morbida e rilassata. Ogni tecnica è eseguita secondo le capacità del praticante, ciò favorisce l’autovalutazione e la conoscenza del proprio corpo, quindi consapevolezza di se’ stessi.

 

ESISTONO GLI AGONISTI DI AIKIDO? PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

Nell’AIKIDO non esistono competizioni sportive, di conseguenza non esiste l’agonismo né gli agonisti. Per semplificare, l’AIKIDO va oltre lo sport, la competizione è con noi stessi. L’aikidoka ha molte caratteristiche in comune con gli atleti sportivi, è dotato di volontà, determinazione, perseveranza, è disciplinato, ordinato, rispettoso di se’ stesso e degli altri. Ha anche delle peculiarità: deve agire per preservare se’ stesso ed il compagno, deve mantenere sempre la calma e la lucidità, agisce sempre proporzionalmente alle capacità del compagno con cui si allena, non sente il bisogno di prevalere ma di collaborare, impara dai grandi maestri ma anche con i principianti, di massima sul tatami non può rifiutare un invito di un altro praticante, ama godersi il momento e la circostanza, apprende ad ogni lezione almeno una cosa (al massimo due), l’aspetto socializzante del gruppo di appartenenza si proietta anche nella convivialità.