CUS BERGAMO

Intervista a Antonio Englaro, insegnante di Aikido presso il CUS Bergamo

 

COSA É L’AIKIDO?

AIKIDO è l’acronimo di tre parole, Ai (unione/legame), Ki (energia/spirito), Do (via/metodo). E’ un’elegante arte di autodifesa di rara potenza ed efficacia, che non è frutto dell’applicazione di forza fisica, ma l’esecuzione di precisi e raffinati movimenti studiati e ripetuti innumerevoli volte con impegno fisico e mentale.

 

COME E QUANDO HAI CONOSCIUTO L’AIKIDO?

L’ho incontrato per caso, nel 1998. Per motivi di lavoro avevo conosciuto un insegnante di Judo, il quale mi invitò presso la palestra dove insegnava per una lezione di prova. Il giorno indicato mi sono presentato, ma sbagliai l’orario, arrivando un’ora prima. In palestra c’era un piccolo gruppo di atleti che stava praticando sui tappetini, sotto l’attenta guida di un barbuto omone. Alcuni di loro indossavano una strana gonna-pantalone di colore nero, altri no. Dopo dieci minuti, l’insegnate mi chiese cosa volessi, sentita la mia risposta mi disse che Judo iniziava un’ora dopo, quindi mi offrì due possibilità: andarmene e tornare dopo, oppure salire sul tatami. Da quel momento, metaforicamente, non sono più uscito dal dojo, ne’ sono sceso dal tatami, ricevendo da lui il mio primo hakama (i tipici pantaloni neri indossati dai praticanti di arti marziali tradizionali). Devo ringraziare questo Maestro per l’opportunità della scoperta, ma anche un altro Maestro incontrato in seguito per gli anni che mi hanno dedicato.

 

A CHI É CONSIGLIATO? LO POSSONO FARE TUTTI O VI SONO LIMITI DI ETÀ?

E’ consigliato a tutti, non ci sono limiti di età, sia per iniziare sia per continuare la pratica. A qualunque età produce benefici fisici e mentali fortemente percepibili. Nei più giovani favorisce lo sviluppo motorio generale, nei più maturi favorisce il mantenimento delle capacità motorie. Per tutti favorisce lo sviluppo e il mantenimento di un buono ed equilibrato tono muscolare.

 

SE UN RAGAZZO/A VOLESSE INIZIARE AIKIDO, COSA CONSIGLIERESTI? SERVE UN ABBIGLIAMENTO PARTICOLARE?

A chi vuole iniziare, consiglio di provare, ma soprattutto di non demordere e insistere, i primi riscontri positivi saranno percepiti già dopo poche lezioni. Come abbigliamento consiglio di mettersi comodi: un paio di pantaloni della tuta e una maglietta; una volta deciso, meglio acquistare un keikogi (molti lo chiamano kimono), diverrà il più amato capo di vestiario da allenamento.

 

COME É STRUTTURATO UN ALLENAMENTO?

L’allenamento inizia sempre con il saluto tradizionale, brevi esercizi di respirazione per predisporsi mentalmente alla lezione, riscaldamento muscolare, esercizi con movimenti di base, spiegazione ed esecuzione di due o tre tecniche, esercizi di stretching e rilassamento, infine saluto tradizionale.

 

É UNO SPORT PERICOLOSO? QUALI SONO I BENEFICI E QUALI I RISCHI?

Molto dipende dalla cultura della sicurezza che l’insegnante vuole veicolare agli allievi; quando necessario deve saper rallentare e mettere in luce i potenziali rischi e le cautele da adottare per proteggersi. I benefici sono fisici e mentali. La pratica non è percepita come ripetitiva né monotona, i movimenti e le tecniche favoriscono lo sviluppo e il mantenimento equilibrato del tono muscolare, favoriscono l’acquisizione e il mantenimento dell’elasticità fisica, dell’agilità ed l’equilibrio, spingendo naturalmente il praticante a mantenere una postura corretta, morbida e rilassata. Ogni tecnica è eseguita secondo le capacità del praticante, ciò favorisce l’autovalutazione e la conoscenza del proprio corpo, quindi consapevolezza di se’ stessi.

 

ESISTONO GLI AGONISTI DI AIKIDO? PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

Nell’AIKIDO non esistono competizioni sportive, di conseguenza non esiste l’agonismo né gli agonisti. Per semplificare, l’AIKIDO va oltre lo sport, la competizione è con noi stessi. L’aikidoka ha molte caratteristiche in comune con gli atleti sportivi, è dotato di volontà, determinazione, perseveranza, è disciplinato, ordinato, rispettoso di se’ stesso e degli altri. Ha anche delle peculiarità: deve agire per preservare se’ stesso ed il compagno, deve mantenere sempre la calma e la lucidità, agisce sempre proporzionalmente alle capacità del compagno con cui si allena, non sente il bisogno di prevalere ma di collaborare, impara dai grandi maestri ma anche con i principianti, di massima sul tatami non può rifiutare un invito di un altro praticante, ama godersi il momento e la circostanza, apprende ad ogni lezione almeno una cosa (al massimo due), l’aspetto socializzante del gruppo di appartenenza si proietta anche nella convivialità.

 

Intervista a Zibi (Zbigniew Demianiuk), maestro di scherma presso il CUS Bergamo

 

Il CUS Bergamo Scherma può contare su un preparatissimo e affiatato team di istruttori: il maestro polacco Zbigniew Demianiuk, detto Zibi, e Sylwia Ruman, istruttrice nazionale della Federazione di scherma polacca. Cerchiamo di scoprire qualcosa di questo nobile sport, intervistando Zibi.

 

COME HAI INIZIATO AD APPROCCIARTI ALLA SCHERMA?

A 7 anni ho iniziato con il nuoto e per 5 anni ho nuotato due volte al giorno, in totale 12 allenamenti alla settimana. Dopodiché ho iniziato con il Pentathlon (per passare al Pentathlon dovevi essere un buon nuotatore), poi del Pentathlon moderno mi è piaciuta così tanto la scherma che mi hanno convinto a diventare schermidore. Ho iniziato la scherma in quello che è attualmente il più grande centro mondiale di Pentathlon, presso una società polacca stanziata sulla frontiera con la Germania, Lumel Drzonkow. Purtroppo però, per vari motivi tra cui la guerra civile in Polonia, ho dovuto interrompere la mia carriera agonistica e mi sono dedicato ad allenare.

 

RACCONTACI DEL TUO LAVORO…

Da 35 anni sono maestro di scherma, sono venuto in Italia nel ‘95, ma prima sono stato allenatore della squadra nazionale polacca di spada maschile e ho lavorato con gli atleti della squadra nazionale di Pentathlon moderno. Negli anni ho avuto il piacere di incontrare e allenare tantissimi campioni, a livello nazionale, europeo e mondiale, di diversi paesi e diverse categorie. Tra gli altri, ho avuto il piacere di allenare Arkadiusz Skrzypaszek (campione olimpico di Pentathlon alle Olimpiadi di Barcellona del ‘92) e la campionessa del mondo Barbara Kotowska. Quando sono venuto in Italia, ho lavorato a Milano, presso la società Cariplo Meneghina Milano, poi sono passato alla Bergamasca Scherma Creberg di Bergamo. Ho avuto il piacere di essere nello staff tecnico della squadra nazionale italiana. Fortunatamente, sempre a Bergamo, ho avuto anche il piacere di lavorare con il campione nazionale svizzero Michele Niggeler; sono stato allenatore della campionessa del Brasile Amanda Simeao e della campionessa della Repubblica Dominicana Elisa Segnini Bocchia. Dal 2017 lavoro presso il CUS Bergamo Scherma; sono orgoglioso, tra gli altri, di due miei atleti, i fratelli Marzani Raffaello e Roberta, che sono tornati entrambi dalle Universiadi con medaglie di bronzo.

 

SE UN RAGAZZO/A VOLESSE INIZIARE LA SCHERMA, COSA CONSIGLIERESTI?

Basta venire da noi! Deve avere tanta buona volontà e voglia di lavorare e divertirsi. Deve capire che la scherma non è soltanto uno sport per i muscoli ma innanzitutto per il cervello, perchè ci sono tantissime azioni di seconda e terza intenzione, come a scacchi. É uno sport molto di tecnica e tattica, lo sport più antico del mondo, presente dai primi giochi olimpici.

 

SI PUÒ INIZIARE A QUALSIASI ETÀ?

Certamente! Qui al CUS Bergamo offriamo un asilo schermistico (dai 4 anni fino ai 6), che offre un corso ludico una volta a settimana. Poi abbiamo i principianti di diverse età. Partiamo dai 7 anni in poi, ma abbiamo anche il corso per adulti principianti. Si può iniziare quando si vuole, anche a 60 anni e oltre. La scherma infatti è per tutte le età, per agonismo e per divertimento, non solo per fare grandi risultati. Ben vengano i grandi risultati, ma chi vuole divertirsi e pensare solo al proprio benessere, può farlo; la scherma forma il fisico e la mente!

 

É UNO SPORT PERICOLOSO?

Assolutamente no, perché siamo ben protetti! Le nostre maschere (quelle che proteggono la faccia) sono quasi contro i proiettili, è una protezione molto alta: 1600 N, ed è quasi impossibile bucare le nostre divise: 800 N (una protezione molto forte studiata appositamente per la scherma). Il FIE di Parigi controlla ogni pezzo di stoffa prima di farne una divisa di scherma. Il tessuto è molto protettivo e tecnico; ora è molto leggero, ai miei tempi era pesantissimo, sembrava quasi la corazza di un cavaliere.

 

PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

L’agonista di scherma deve come prima cosa essere costante, e non preoccuparsi delle prime sconfitte; questo crea un carattere forte. Infatti si dice che la scherma sia una scuola di vita: ci sono tantissime sconfitte nella vita, e noi ci tempriamo: dobbiamo analizzare le sconfitte, per migliorare e basta. Bisogna inoltre avere voglia di mettersi in competizione, e rendersi conto che ci sono anche parecchi viaggi (parlo di atleti di alto livello, come la mia atleta Roberta Marzani, campionessa del mondo, che doveva fare all’anno 9 Coppe del Mondo, 4 gare in Italia e la coppa europea). Ad alti livelli i viaggi non costano, perché te li paga la società e la federazione, le Forze Armate (perché passi alle Forze Armate); inizialmente invece è a carico dei genitori. Si cerca ovviamente di mandare a fare questo tipo di attività solo i ragazzi preparati ovviamente, non li si manda per mero turismo. Siamo i primi a proporre questo tipo di attività quando il ragazzo è pronto, però non è assolutamente obbligatorio! Si può fare scherma anche solo limitandosi alle gare in Lombardia, che sono 4 all’anno e a parte benzina e iscrizione non costano nulla. Facciamo anche gare interne tra noi, abbiamo anche fatto accordi con società straniere che vengono qui al CUS Bergamo a fare delle gare: società di Praga, società polacche, Berlino per i ragazzi più forti; ci sono anche collaborazioni con Università di Washington e Notre Dame, in America (con borse di studio). Organizziamo anche stage internazionali, ad esempio l’ultimo in Polonia con Israele, Repubblica Dominicana e altri; ovviamente, con i gemellaggi si riesce a limitare le spese.

 

CHI VUOLE VENIRE A PROVARE O ALLENARSI, COME PUÓ FARE PER AVERE DIVISA, MASCHERA E SPADA?

Noi come società abbiamo l’equipaggiamento di base, che può essere prestato in ogni allenamento. Oppure ci sono vari modi per prendere in affitto o comprare materiale nuovo o di seconda mano. Insegniamo anche a fare manutenzione alla spada e all’attrezzatura, il credo è proprio quello di insegnare ai ragazzi a fare i propri doveri quotidiani con costanza e soddisfazione. Cerchiamo infatti di creare un gruppo, in cui amicizia, rispetto e collaborazione siano all’ordine del giorno!

 

Zero scuse… quest’anno ci si muove!

 

Quante volte  hai pensato: “da settembre ricomincio ad allenarmi a pieno ritmo”, “quest’anno la pigrizia e gli impegni non vinceranno”, “la prossima estate sarò al top della forma”, “non è solo per il fisico, ma proprio per la salute in generale”?

Ebbene sì: fare una qualche attività fisica non è una mera questione di bell’aspetto, tutt’altro!

Fare attività fisica può essere un modo molto soddisfacente di raggiungere benessere fisico e mentale.

Non bisogna certo strafare con gli obiettivi o si rischia di mollare subito, non si può pensare di partire da zero e dopo un mese pensare di avere il fisico di Chris Hemsworth in Thor o di Halle Berry in Catwoman; l’importante è essere costanti.

Se pensi di non avere tempo o modo per riuscire nell’impresa, ora non hai più scuse: al CUS Bergamo ci sono attività per tutti i gusti, gli impegni e le età.

 

Oltre ai classici sala fitness e corsi di gruppo, il nostro palinsesto comprende talmente tante attività che per non trovare quella giusta bisogna impegnarsi:

  • Aikido (arte marziale giapponese, con l’obiettivo di imparare a gestire situazioni anche difficili, senza necessariamente ricorrere allo scontro fisico)
  • Atletica leggera (un insieme di discipline sportive: corse, lanci e salti, corsa su strada, marcia e corsa campestre)
  • Badminton (un insieme di discipline sportive: corse, lanci e salti, corsa su strada, marcia e corsa campestre)
  • Danza (non è solo movimento, è respiro, disciplina, crescita e passione)
  • Ginnastica Artistica (tutto il corpo è chiamato ad esprimersi in innumerevoli movimenti, difficoltà e posizioni con l’ausilio di attrezzi come la trave, il trampolino, il volteggio e le parallele)
  • Ginnastica Ritmica (gli disciplina che prevede esercizi con accompagnamento musicale, fondendo insieme danza, ginnastica, eleganza e fantasia; prevede l’utilizzo di cinque piccoli attrezzi: fune, cerchio, palla, clavette e nastro)
  • Judo (l’arte marziale non violenta)
  • Karate (arte marziale che insegna autocontrollo, disciplina e rispetto)
  • Kickboxing (sport da combattimento che combina tecniche di calcio, caratteristiche delle arti marziali orientali, ai colpi di pugno propri del pugilato)
  • Lotta Olimpica Pancrazio (estende il potenziale della lotta olimpica all’arte dei colpi a mano nuda e delle chiavi articolari)
  • Pentathlon Moderno (corsa, equitazione, nuoto, scherma e tiro con la pistola)
  • Rowing (il canottaggio in palestra)
  • Scherma (gesti sportivi calibrati, grande concentrazione, potenza di scatto, perfetta coordinazione, rispetto assoluto dell’avversario)
  • Sci (sci alpino, sci nordico, sci alpinismo)
  • Taekwondo (“l’arte dei calci e pugni in volo”, è un’antica arte marziale coreana che privilegia nelle sue tecniche l’uso delle gambe e dei calci)
  • Tennistavolo (coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi)
  • Ultimate Frisbee (sport di squadra dinamico e competitivo, fatto di strategia e divertimento)
  • Wushu Kung Fu (arte marziale che si compone di svariate tecniche di braccia, di calci a terra e calci volanti, spazzate, parate, salti acrobatici e cadute; comprende inoltre l’utilizzo di svariati tipi di attrezzi, tra cui spade, lance, bastoni e catene)

 

Non sono di tuo interesse? Non abbiamo finito, infatti! Ci sono anche:

  • Arrampicata Indoor (possibilità di arrampicare in sicurezza in qualsiasi condizione meteorologica ed in qualsiasi periodo dell’anno)
  • Baseball (abbina le prestazioni sportive alla capacità di ragionamento e di saper effettuare scelte in tempi rapidi)
  • Canottaggio (impegna globalmente l’organismo sia dal punto di vista cardio-respiratorio che muscolo-scheletrico)
  • Canoa Kayak (torrente, fiume, lago, mare… )
  • Ciclismo Fuoristrada (BMX (Bicycle Motocross), MTB (Mountainbike), Downhill)
  • Equitazione (affronta il rapporto complesso e affascinante che si instaura tra uomo e cavallo)
  • Escursionismo (proposte di diverse attività di ambiente montano, dalle più semplici alle più complesse)
  • Kendo e laido (l’arte dell’uso della spada giapponese)
  • Parkour (correre, arrampicarsi e saltare per superare un ostacolo o attraversare uno spazio)
  • Roller (equilibrio, dinamicità e tanto divertimento)
  • Scacchi (gioco da tavolo che vede opposti due avversari, detti “Bianco” e “Nero” dal colore dei pezzi che muovono)
  • Tennis (coordinazione, destrezza, velocità, resistenza e visione di gioco)
  • Tiro a segno (consiste nel colpire un bersaglio il più possibile vicino al centro da una determinata distanza con un’arma da fuoco o ad aria compressa)
  • Tiro con l’arco (sport di antiche origini)

 

Ancora nulla?

Se sei più classico e vuoi fare calcio, pallavolo o pallacanestro, puoi affittare i campi per giocare (scrivendo una e-mail a cus@unibg.it per info). O ancora, se ti interessa nuotare, puoi ottenere sconti per gli ingressi alle piscine di Dalmine e Bergamo Alta.

Cosa vuoi di più? Cosa stai aspettando? Basta rimandare, vieni a fare un giro al CUS Bergamo, tesserati e lasciati ispirare dalle infinite attività proposte… a volte, lo scoglio più grosso è solo il primo passo!

 

Ti aspettiamo al CUS a Dalmine in Via Verdi, 56!

 

 

 

Come riprendere ad allenarsi dopo la pausa estiva

Con settembre è ormai giunto il momento di riporre ombrellone e sdraio per tornare ad allenarsi: lasciamo da parte grigliate e cocktail estivi e ricominciamo a “volerci bene”.

Come accennato nei precedenti articoli, è consigliabile non interrompere del tutto l’attività fisica durante l’estate; purtroppo, però, molte persone ritengono giusto (aimè!) fare il contrario e concedersi lunghi periodi di inattività, che spesso coincidono anche con uno stile di vita non del tutto regolare.

Le lunghe pause rischiano di far perdere gran parte (se non tutto) di quello che con tanta fatica avevamo conquistato nei mesi precedenti.

Detto ciò, se arrivate da un periodo di inattività, il consiglio più importante è quello di ripartire  in modo graduale ed equilibrato, con il giusto carico di allenamenti (sia come numero che come intensità).

Bisogna tener conto che gli apparati muscolari, dopo un periodo di inattività, sono un po’ “arrugginiti” e quindi partire a tutto gas porterebbe a problemi e, nel caso peggiore, a traumi.

Quando si ricomincia l’attività fisica un buon consiglio è quello di ricominciare con esercizi che conoscete bene: in questo modo potrete sfruttare la memoria muscolare riprendendo in modo meno faticoso.

Dal punto di vista del carico da applicare si consiglia di utilizzare carichi all’incirca del 50/60% del proprio massimale.

Parte fondamentale (a maggior ragione se si arriva da un periodo di inattività) è  la fase del riscaldamento: si consiglia un’attività  aerobica (leggera), per vascolarizzare tutti i gruppi muscolari, e un riscaldamento specifico per i gruppi muscolari che alleneremo.

Un consiglio molto importante è di non “demotivarsi” se i risultati non sono come quelli che avevamo prima di interrompere la palestra: è del tutto fisiologico. Con l’esercizio graduale e costante i risultati arriveranno!

 

Dott. Andrea Cattaneo

Direttore Fitness CUS Bergamo

Intervista a Giorgio Allieri, tecnico nazionale di Tennis Tavolo (ping pong) presso il CUS Bergamo

 

 

TU GIORGIO SEI MAESTRO DELLO SPORT (TERZO  LIVELLO)… MA COSA SIGNIFICA?
Beh, partiamo col dire che la federazione italiana tennistavolo (Fitet) ha definito 3 categorie per i tecnici :
– tecnico di base (1 livello )
– tecnico regionale (2 livello )
– tecnico nazionale ( 3 livello o maestro ) –> io mi posiziono qui!

 

FANTASTICO! MA QUANDO HAI INIZIATO?
Ho iniziato a 14 anni, tesserato nella società US Nosari presso l’oratorio dell’immacolata a Bergamo.

 

PERCHÉ HAI INIZIATO?
Diciamo che è stato un colpo di fulmine! Prima giocavo a calcio, poi un giorno nella camera dove cuciva la mamma, sul tavolo da lavoro, insieme ad amici misi come rete la riga da disegno e così ho iniziato a giocare a Ping pong!

 

COS’È IL TENNIS TAVOLO?
Il tennistavolo è uno sport di opposizione mediata (ovvero confronto senza contatto diretto fra i contendenti, ma solo attraverso attrezzi che sono in questo caso le racchette). Durante il gioco, il giocatore deve mettere l’avversario nell’incapacità di rinviare la pallina.

 

PERCHÉ TI PIACE?
Mi piace perché è uno sport singolo, basato sulla velocità e una volta imparate le regole coinvolge molto. Inoltre sviluppa l’attenzione, la concentrazione e la reattività. In sostanza sollecita l’organizzazione delle abilità dell’individuo, sia motorie che cognitive.

 

A CHI LO CONSIGLIERESTI?
A tutti! Infatti tutti possono praticare il tennistavolo: adulti, bambini, persone disabili.

 

PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?
L’agonista oltre ad avere i requisiti fisici citati (abilità motorie, concentrazione, attenzione, reattività, ecc.) deve essere molto determinato e motivato! Deve allenarsi sempre, in modo tale da automatizzare i movimenti e sopratutto deve essere determinato a vincere.

 

QUANDO HAI INIZIATO A INSEGNARE?
Ho iniziato circa 20 anni fa.

 

COSA SI FA IN UN ALLENAMENTO?
Prima di cominciare ad allenarsi bisogna determinare gli obiettivi, ovvero capire cosa si vuole migliorare. Per esempio, a un principiante si deve ovviamente insegnare come impugnare la racchetta, come palleggiare, come fare il servizio, la postura e come muovere le gambe durante il gioco. Per l’ agonista vale la stessa regola, ovvero ci si chiede cosa si vuole migliorare. Se la risposta è un colpo di dritto o rovescio si lavora su questo 10 minuti + 10 minuti da fermo, poi si passa dal fermo al movimento delle gambe. L’obiettivo è di eliminare il più possibile l’errore, ovvero mantenere sempre in gioco la pallina.

 

PERCHÉ LO CONSIGLIERESTI?
Perché il tennistavolo è uno sport che tutti possono praticare, e diverte sia a livello amatoriale che agonistico.

 

SERVE QUALCOSA DI PARTICOLARE PER PRATICARE?
Ovviamente serve il tavolo da gioco, con racchette e palline, e uno spazio adeguato.

 

Bambini 6-12 e Sport

 

Le tappe di sviluppo dello schema corporeo vengono collocate in un periodo di vita che va dalla nascita fino ai dodici anni circa. Secondo la maggior parte degli autori in letteratura, sono identificabili tre stadi fondamentali nell’acquisizione del suddetto schema:

– Tappa del corpo vissuto (0 – 3 anni)
– Tappa del corpo percepito (4 – 6 anni)
– Tappa del corpo rappresentato (7 – 12 anni)

“Nella misura in cui il bambino ha l’uso del proprio corpo, può apprendere gli elementi del mondo che lo circonda e stabilire delle relazioni tra essi. Può cioè sviluppare l’intelligenza”

L’educazione motoria, in questa fase evolutiva del bambino deve necessariamente essere considerata come un mezzo per lo sviluppo delle attitudini all’apprendimento motorio.
È solo partendo dalla congrua e coerente stimolazione multilaterale che si può in futuro orientare il bambino verso una specifica attività.
Tutto questo si traduce con una attività motoria che sia la più varia possibile con l’implicito risultato di non essere preclusa a nessuno.
Partendo da queste considerazioni, si evince che tutti gli sport soprattutto di squadra (il lavoro di squadra contribuisce allo sviluppo psicomotorio per mezzo di esperienze individuali nel seno di un gruppo ed esperienze collettive dove sono richieste organizzazione, cooperazione e comunicazione) vanno bene a patto che sviluppino gli schemi motori di base e le capacità coordinative attraverso principalmente il GIOCO.

Il Gioco, nell’ambito dell’educazione motoria, deve valorizzare tre dimensioni:

– Dimensione immaginativa: permette di porre in relazione simbolica il mondo interiore con quello esteriore e assicura la necessaria spontaneità di espressione su tutti i campi possibili.
– Dimensione funzionale: permette al bambino di applicare tecniche di problem solving a circostanze motorie attraverso vari tentativi, sperimentando e valorizzando così il significato di errore.
– Dimensione normativa (ovvero relativa alle norme, alle regole): permette al bambino, in modo ludico, di imparare che ci sono delle regole che vanno comprese, condivise e quindi rispettate. Le regole si pongono come “confini” nella crescita dei bambini in quanto stabiliscono dei limiti tra ciò che è consentito e ciò che non lo è. La demarcazione che ne deriva è fattore indispensabile per la socializzazione.
Nota Bene: Diffidate da tutte le associazioni sportive che hanno come obiettivo lo sviluppo precoce e la specializzazione sportiva del bambino, il cui unico scopo è quello di ottenere risultati / vittorie nell’immediato, trascurando l’importanza delle tappe di sviluppo del bambino!
Ricordiamoci che il bambino che ha avuto la possibilità di sperimentare diverse discipline sportive, ha un bagaglio motorio che gli consente, verso i 12-13 anni, di scegliere / cambiare lo sport che preferisce senza avere la “paura” di essere impacciato e il conseguente abbandono sportivo.

Prof. Matteo Rossi
Athletic trainer

Il CUS Bergamo ritorna a fare le ore piccole!

 

 

Messa ormai quasi da parte l’estate, durante la quale il CUS Bergamo ha ridotto leggermente gli orari di apertura, DAL PRIMO SETTEMBRE il centro riprende col botto a pieno ritmo! Di seguito gli orari validi da inizio settembre a fine giugno.

LUN – VEN –> centro aperto dalle 7 a mezzanotte, sala fitness attiva dalle 7 alle 22:30, campi prenotabili fino alle 23.
SAB –> centro aperto dalle 9 alle 19, sala fitness attiva dalle 9 alle 17, campi prenotabili fino alle 18:00.
DOM –> centro aperto dalle 9 alle 19, sala fitness attiva dalle 9 alle 13, campi prenotabili fino alle 18:00.

Inoltre ricominciano tutte le attività sportive, dalle arti marziali alla danza –> https://cusbergamo.it/sport/

Hai già scelto cosa fare? Se non l’hai ancora fatto puoi prenotare le prove, o passa direttamente da noi a chiedere informazioni!

Il CUS Bergamo non si ferma praticamente mai, tranne che per pochissimi giorni l’anno in cui chiude: 1/1 Capodanno, 6/1 Epifania, Pasqua, Lunedì di Pasqua, 15/8 Ferragosto, 1/11 Ognissanti, 8/12 Immacolata Concezione, 25/12 Natale, 26/12 Santo Stefano. Mentre ha orari ridotti (centro aperto dalle 9 alle 14, sala fitness dalle 9 alle 13) nei seguenti giorni: Vigilia di Pasqua, 25/4, 1/5, 2/6, 24/12 e 31/12.

Dunque, mi raccomando, da settembre mettiamo da parte il bradipo che c’è in noi nei mesi più caldi dell’anno, e ricominciamo a pieno ritmo!

Vi aspettiamo come sempre: CARICHI E NUMEROSI!

 

Intervista a Thomas Carlessi, aspirante allenatore, aiuto-allenatore di Taekwondo presso il CUS Bergamo

 

 

COS’È IL TAEKWONDO?

È una disciplina coreana che significa arte di tirare calci e pugni in volo, ufficialmente sport olimpico da Sidney 2000. Noi in particolare facciamo Taekwondo WTF, che si differenzia dal Taekwondo ITF per essere più moderno e focalizzato sullo sparring.

 

QUANDO HAI INIZIATO?

Taekwondo l’ ho iniziato a 25 anni… con le arti marziali in generale ho cominciato a 17 con la Kickboxing, dove sono arrivato all’ obiettivo che mi ero prefissato (cintura nera, 1° dan).

 

PERCHÉ HAI INIZIATO?

Per caso: ero annoiato, non avevo nulla da fare e ho cercato in Internet una disciplina di arti marziali che potesse interessarmi. Avevo già avuto esperienza con altre arti marziali, ad esempio la Kickboxing. Avevo deciso di cambiare disciplina per mettere alla prova la mia conoscenza sulle arti marziali e migliorare. Ho cercato informazioni su varie discipline e mi è piaciuto il Taekwondo, visto che ero più portato a muovere le gambe e il Taekwondo si concentra soprattutto su quelle.

 

HAI SEMPRE FATTO L’AGONISTA?

No, ho iniziato con il Taekwondo, poco dopo averlo cominciato (1 mese). Biagio Brunetti, il nostro maestro, voleva farmi provare e io ero curioso, per vedere cosa volesse dire salire sul ring per una gara… ho provato e da lì poi ho iniziato a fare le gare.

 

HAI AVUTO PAURA ALLA TUA PRIMA GARA?

Un po’ di ansia ce l’avevo, essendo appunto la prima gara in assoluto. Ero abbastanza teso e nervoso prima di entrare sul quadrato, poi una volta che entri e sei di fronte all’ avversario ti si azzera il cervello, ti concentri solo sull’ obiettivo e incominci ad ascoltare quello che ti viene detto, i consigli che ti vengono dati da allenatori e compagni, da chi ha fatto un po’ più di esperienza e gare, e cerchi di mettere insieme tutto quello che ti dicono per fare del tuo meglio durante l’incontro.

 

E COM’ È ANDATA LA PRIMA GARA?

L’ho vinta, 27 a 3!

 

COSA SI FA IN UN ALLENAMENTO?

Per gli adulti (dai 13 ai 99 anni) si parte con riscaldamento per mettere in moto tutti i muscoli del corpo ed evitare poi di farsi male con strappi e dolori vari (si parte a mettere in moto il corpo dal basso verso l’alto iniziando da una leggera corsa), a seguire stretching per allungare i muscoli e prevenire traumi, poi riscaldamento sui colpitori (sono dei cuscini fatti a paletta) per le gambe (si parte dai calci bassi e man mano si punta a scaldare i muscoli per i calci alti). Tutto viene effettuato in modo dinamico, non si sta mai fermi.

Dopodiché, in base al piano messo appunto dall’ istruttore Enea Facheris insieme a Biagio (diverso per persone nuove appena iscritte, amatori e agonisti), si procede con l’ allenamento vero e proprio, che cambia all’ incirca di settimana in settimana, in base agli step da raggiungere per arrivare all’ obiettivo finale, che può essere ad esempio la preparazione ad una gara importante per gli agonisti. Questi ultimi partono infatti con una tipologia di preparazione, poi passano al carico, poi alla tattica fino ad arrivare allo scarico prima della gara. Mai fare carico prima della gara per gli agonisti, soprattutto nel Taekwondo che lavora molto sulle gambe!

In generale, comunque, nel caso ci si accorga di qualche deficit su una qualche tecnica, si lascia momentaneamente da parte il programma per soffermarsi sulla tecnica in questione. Questo per le cinture colorate, mentre per le cinture nere è tutta un’ altra questione, in quanto hanno già padronanza della tecnica.

Passata la fase iniziale dell’ allenamento, si mettono le corazze e si fa combattimento vero e proprio contro i compagni di squadra, cercando di replicare le tecniche esercitate in precedenza sul colpitore. Il combattimento può essere vincolato (es. utilizzando solo la gamba destra, oppure solo calci bassi, o altro), oppure libero, o anche semi-vincolato (es. ogni dieci calci devi inserire una tecnica specifica).

Oltre al combattimento, comunque, c’è anche il campo delle forme nel Taekwondo: una serie di mosse in un combattimento simulato uno contro uno contro un avversario della tua stessa altezza. È un po’ l’ equivalente del kata nel Karate, ed è nel programma olimpico Tokyo 2020. L’esecuzione aiuta molto il miglioramento delle tecniche, sia di calci che di pugni, della respirazione e della concentrazione.

Per i bambini (dai 4 anni ai 12) l’allenamento invece è completamente diverso, è più una sorta di avviamento allo sport tramite il Taekwondo. Il bambino vede gli esercizi più come dei giochi fisici, con cui viene portato ad eseguire determinati schemi motori di base inserendo anche tecniche di Taekwondo.

 

TU CHE CINTURA SEI?

Sono partito da una mezza blu (avendo già fatto Kickboxing l’esperienza mi ha aiutato) e, facendo poi tutti gli esami, adesso sono da poco cintura nera, 1° dan.

 

DICIAMO ALLORA CHE È MEGLIO NON FARTI ARRABBIARE…

Beh partiamo dal presupposto che, come tutte le arti marziali, va usata solo per legittima difesa! Dunque se mi fai arrabbiare non posso usare il Taekwondo… se mi tiri un pugno e mi attacchi, posso usarlo. Bisogna però prestare molta attenzione con le arti marziali, soprattutto col Taekwondo perché è molto devastante: hai più forza nel calcio, e soprattutto hai una distanza maggiore rispetto a un pugno, dunque tu sei pericoloso da più lontano. È una cosa su cui gli allenatori e la società giustamente insistono molto: fare Taekwondo solo in palestra, evitare di farlo a casa perché puoi diventare pericoloso e far male! In palestra sei controllato e protetto, fuori no e l’uso del Taekwondo è reputato arma bianca (come tutte le arti marziali). Se sappiamo che un atleta usa il Taekwondo fuori dal contesto della palestra e non per legittima difesa, viene espulso dalla società! Stessa cosa se non si tiene un comportamento appropriato in palestra, non si rispettano i compagni e il grado; la disciplina è fondamentale!

 

SERVE QUALCOSA DI PARTICOLARE PER PRATICARE?

Per cominciare basta un outfit basico: pantaloni (lunghi per una questione igienica) e maglietta, piedi nudi! Tutta l’attrezzatura che serve ce l’ abbiamo, anche qualche protezione da prestare, ma se uno vuole iniziare le cose fondamentali richieste sono due: paradenti e conchiglia (sia per uomini che per donne).

 

PERCHÈ CONSIGLIERESTI IL TAEKWONDO?

Perchè ti insegna la disciplina e migliora la conoscenza del proprio corpo, per mettersi alla prova e superare i propri limiti fisici e mentali. Il detto mens sana in corpore sano qui calza a pennello, infatti fra gli atleti vi sono stati miglioramenti anche a livello di rendimento scolastico da quando hanno iniziato a praticare questo sport, che è anche una valvola di sfogo!

Sembra uno sport individuale ma lo è solo sul quadrato, quando sei in gara. La squadra è fondamentale, non puoi allenarti da solo, è importante confrontarti con persone diverse. Può sembrare uno sport violento ma non è così, perchè in gara sei protetto dalla testa ai piedi. Per i bambini c’è il casco con la visiera in plexiglas (per la protezione del naso), mentre gli adulti non hanno la visiera. È anche uno sport tecnologico: vi sono multipli sensori che captano i colpi tecnicamente corretti (in base al tuo peso, si attivano se colpisci con la giusta forza e la giusta velocità). Inoltre, cosa non trascurabile, è uno sport spettacolare: vengono eseguiti moltissimi calci e pugni in volo, a rotazione.

 

 

Tutti i contatti e le informazioni sui corsi e le prove sono visibili al link —> https://taekwondo.cusbergamo.it/

 

 

Benefici Tesseramento Anticipato CUS Bergamo, a.a. 2019/2020

 

 

LO SAI CHE…

 

 

…PUOI EVITARE LA FILA PER ENTRARE A SETTEMBRE?

Rinnova subito il tesseramento al CUS Bergamo per l’anno accademico 2019/2020, eviterai di metterti in coda il primo Settembre!

Il tesseramento ha, infatti, validità annuale accademica, quindi vale dal primo Settembre (o dal giorno in cui lo sottoscrivi) fino al 31 agosto prossimo venturo. Come potrai certamente intuire, venendo a rinnovare il tesseramento al CUS Bergamo i primi giorni di settembre, il rischio di trovare molte persone a voler rinnovare è alto. Per questo motivo, il CUS Bergamo prevede la possibilità di rinnovare il tesseramento in tutta calma e tranquillità durante il mese di Agosto.

 

…SE SEI UN NUOVO UTENTE,

se ti iscrivi e fai un abbonamento in palestra per la prima volta nel mese di Agosto, NON DEVI pagare due tesseramenti! Il tesseramento previsto per l’ a.a. 2018/2019 che termina il 31 è in omaggio per chi si iscrive ad Agosto.  Dovrai compilare entrambi i moduli, così da risultare tesserato anche nel mese di Agosto, ma il tesseramento di Agosto non lo paghi!

 

… È VERO CHE GLI STUDENTI UNIBG NON PAGANO IL TESSERAMENTO?

È vero! Il CUS promuove la filosofia mens sana in corpore sano, quindi se sei uno studente dell’Università di Bergamo il tesseramento è gratuito. Inoltre, hai allettanti sconti per l’abbonamento in palestra!

 

ISCRIVITI SUBITO CLICCANDO QUI! –> https://cusbergamo.it/servizi-online/

Allenamento ad Agosto

Molti di noi sportivi, arrivati ad agosto, non riescono a trovare gli stimoli giusti per continuare ad allenarsi; inoltre il caldo, le vacanze, e in qualche caso (MA NON AL CUS!!!) le chiusure delle palestre non aiutano.

Come scritto nei precedenti articoli, una piccola pausa può essere salutare… ma per un vero sportivo risulta difficile fermarsi per un mese intero.

Allenarsi nei mesi più caldi ha degli aspetti positivi: infatti, con la riduzione dell’appetito (non sempre), la definizione ed il dimagrimento sono favoriti (le kcal ingerite risultano meno di quelle bruciate).

Un altro buon motivo per allenarsi ad agosto è che, a differenza degli altri mesi, ci si può  allenare all’aria aperta.

Inoltre Agosto offre la possibilità  di avvicinarsi a nuovi sport che magari durante l’anno, un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di possibilità, non si possono praticare. Il nuoto, la corsa, il beach volley etc sono tutti sport allenanti: la cosa importante è non stare fermi del tutto. Ricordiamoci; i muscoli ci mettono poco tempo per perdere di tono e quindi non dobbiamo rendere vane le fatiche dei mesi precedenti… Ritagliamoci del tempo per non stare fermi!

Come detto negli articoli precedenti, il cambio dell’allenamento (dalla sala pesi al nuoto o al beach volley) non pregiudica la forma fisica… anzi! A volte altri sport creano un coinvolgimento muscolare diverso che possono essere utili per la ripresa a settembre.

Un ultimo consiglio: in questo mese investiamo del tempo nel perfezionare la tecnica di esecuzione degli esercizi e, perché no, dedichiamoci alla mobilità articolare ed allo stretching… che saranno sicuramente utili per gli allenamenti più intensi che affronteremo.

Citando una massima di un mio professore universitario: “lo sport è movimento, se vi muovete sarete sempre allenati. Quindi cosa aspettate, move!”

Dott. Andrea Cattaneo

Direttore Fitness CUS Bergamo