CUS BERGAMO

Le proposte del CUS Bergamo: i corsi di gruppo

Non ami l’idea di frequentare una sala fitness? Vorresti allenarti divertendoti con gli amici senza rischiare di disturbare le altre persone che si stanno allenando? Trovi noioso concentrarti in solitudine sui tuoi esercizi? Ti serve una valvola di sfogo? Noia e allenamento non sono un binomio vincente, e non tutti siamo uguali: a ciascuno il suo! Se non sei un tipo da sala fitness ma vorresti comunque trovare qualcosa per riuscire a mantenerti in forma, i nostri CORSI DI GRUPPO potrebbero veramente fare al caso tuo. Sono compresi negli “abbonamenti fitness”, anche quelli a fascia oraria (escluse le fasce 7-9:30 e 14-18), nonché nell’abbonamento “solo corsi”. Qui trovi prezzi, orari e sconti: https://cusbergamo.it/centro-fitness/fitness/ .

Ci sono veramente corsi per tutte le età e i livelli di allenamento.

  • Corsi a bassa intensità come Physical Tone, Pilates e Stretching Dinamico sono utili non solo a persone su di età, poco allenate o con problemi posturali, ma anche a chi post allenamento vuole semplicemente allungare i muscoli, rilassarsi ed evitare contratture.
  • Corsi a media intensità quali ABS, Circuit, G.A.G., Pilates Avanzato, Pump, Step, Step Tone e Total Body sono maggiormente indicati per persone prive di particolari problematiche fisiche che desiderano tonificarsi a ritmo di musica.
  • Corsi ad alta intensità, invece, sono Aeroboxe, Cardio Fit, Fit Crossing, Fitball Pilates, Fitboxing, Latin Step, Spinning, Tabata e Upper Body. Questi corsi sono indicati a chi è in buono stato fisico e desidera rimettersi o mantenersi in forma e -perchè no- sfogare lo stress accumulato durante la giornata!

La programmazione dei corsi  e una descrizione dettagliata dei singoli la trovi qui: https://cusbergamo.it/centro-fitness/corsi-fitness-compresi-negli-abbonamenti/

Cosa aspetti? Basta scuse, vieni a divertirti e tenerti in forma con noi! Non solo potrai migliorare il tuo benessere fisico, ma potrai anche conoscere nuove persone e avere un’occasione in più per stringere amicizie.

Ti aspettiamo presso il CUS Bergamo!

 

Chiediamo a Marina: sollevamento pesi e osteoporosi

 

 

Marina è la nostra istruttrice dei corsi di gruppo, con esperienza più che ventennale nel mondo del fitness.

Oggi le abbiamo chiesto della relazione tra sport e problemi alle ossa, in particolare l’osteoporosi. É sicuramente scoraggiante, quantomeno in un primo momento, scoprire di avere un tale problema, ma…si può fare qualcosa per migliorare la situazione? Bisogna rinunciare alla palestra e allo sport?

Ovviamente, non essendo la nostra istruttrice un medico, si precisa che i seguenti sono dati e consigli basati sull’esperienza personale e lavorativa, e articoli relativi a studi scientifici letti da riviste specializzate, ma non possono in alcun modo sostituire il consulto di una figura medica!

L’osteoporosi è una malattia che porta all’indebolimento progressivo del tessuto osseo, per cui questo diventa fragile ed è soggetto quindi a fratture; si stima che in Italia ne soffrano circa 5 milioni di persone.

Molte ricerche hanno dimostrato che “sollevare pesi” aiuta a mantenere le ossa forti aumentandone la densità; migliora la forza e la funzionalità del corpo nel suo insieme, diminuendo inoltre il rischio di fratture in caso di caduta.

Ovviamente, bisogna iniziare con un programma con pesi leggeri, in modo da permettere ai muscoli di adattarsi progressivamente.

É buona cosa non pensare di fare da soli, ma farsi assistere almeno per un periodo da un professionista che vi insegni la corretta tecnica di esecuzione degli esercizi!

Chiedi all’esperto del CUS Bergamo!

 

Il CUS Bergamo è il centro sportivo dell’Università degli Studi di Bergamo, ma non è solo per gli universitari!

É infatti aperto a tutti e offre attività e servizi per tutte le esigenze e per tutte le età (sport di ogni tipo, sala pesi, corsi di gruppo, ginnastica adattata, corsi per gli anziani, servizi di personal training e molto altro); è interamente accessibile ai disabili, libero da qualsiasi barriera architettonica.

Cosa aspetti a venire? Citando Giovenale, “mens sana in corpore sano” è un mantra da seguire per ricercare il più possibile il proprio benessere. A volte però si può essere frenati nell’attività sportiva, oltreché dalla mancanza di volontà (e qui Giovenale dovrebbe spronare a superarla!) da problematiche fisiche o semplicemente dalla mancata conoscenza delle molteplici possibilità di allenamento. Presso il nostro centro ci sono istruttori qualificati che ti possono aiutare, dandoti un programma di allenamento specifico per la tua persona e le tue peculiari caratteristiche ed esigenze.

Al CUS Bergamo puoi sempre chiedere informazioni e consigli agli istruttori, ma da oggi hai un servizio in più a tua disposizione: puoi chiedere direttamente al Direttore Fitness, scrivendoci in privato sulle nostre pagine social ( https://www.facebook.com/cus.bergamo/ , https://www.instagram.com/cusbg/ ), iniziando il messaggio con: *DOMANDA AL COACH*. Ogni mercoledì selezioneremo 3 domande cui il nostro Direttore risponderà, postando il “botta e risposta” sul gruppo dei nostri tesserati FITNESS CUS DALMINE.

Ti aspettiamo!

 

STRETCHING

In palestra noto spesso persone che si allenano duramente per 1-2 ore per tutta la settimana, con l’unico scopo di aumentare i sovraccarichi per ottenere l’ipertrofia muscolare.

L’allungamento dei muscoli è spesso snobbato, ed a volte addirittura considerato come una vera e propria perdita di tempo.

A mio avviso, invece, deve essere considerato una parte importante di ogni allenamento.

Per esempio, se in palestra l’obiettivo è  quello di aumentare l’ipertrofia si cerca giustamente di aumentare i sovraccarichi, ma teoricamente stimolando il muscolo si avrà, dal punto di vista muscolare, una retrazione del muscolo stesso: ciò non consentirà di  utilizzare il completo range di movimento (rom, range of movement)

Ricordo che per avere una massima contrazione occorre partire dal massimo allungamento, ma se è presente una retrazione muscolare il rom sarà limitato e di conseguenza sarà  limitato lo sviluppo muscolare (i filamenti di actina e miosina, costituenti la fibra muscolare, non potranno allungarsi e contrarsi correttamente).

Un’altra conseguenza di un rom insufficiente è la compensazione per l’esecuzione di alcuni movimenti, con il coinvolgimento di altri muscoli durante gli esercizi: ciò può generare un’esecuzione non corretta e quindi un aumento del rischio di contratture.

 

Si capisce come diventi importante avere un corpo elastico e flessibile per avere una migliore performance.

I principali tipi di stretching si suddividono in:

  • Settoriale
  • Globale attivo

 

Il primo, probabilmente il più  conosciuto, consiste nel mantenere in allungamento (quindi in stato di tensione, ma senza sentire male) il distretto muscolare per circa 30-40 secondi; ha il vantaggio di essere semplice da fare ma lo svantaggio di non tenere conto delle catene muscolari e di non agire sul tessuto connettivo.

Il secondo invece, molto meno conosciuto ma molto più efficace, agisce sulle catene muscolari che sono presenti nel corpo umano  e che si influenzano in maniera reciproca: cosi facendo possiamo eliminare i compensi che il corpo crea durante l’allungamento. Piccola nota negativa: richiede molto più  tempo…

Quindi, in conclusione, mi permetto di sottolineare che lo stretching deve essere considerato come parte integrante di ogni singolo allenamento.

Dott. Andrea Cattaneo

Direttore Fitness CUS Bergamo

COME SOPRAVVIVERE AI CENONI

Oggi parleremo delle feste e delle relative amenità: soprattutto culinarie …  Il cibo è convivialità e gioia, ma per non renderlo un dispiacere è bene attenersi ad alcune semplici regole che adesso andremo a ricordare.

 

  1. EVITARE L’ECCESSO:

L’invito a osservare una certa moderazione nelle festività natalizie ha anzitutto lo scopo di non sottoporre l’apparato digerente e quello cardiocircolatorio a un lavoro troppo impegnativo.  Sappiamo che quanto maggiore è la quantità di cibo ingerita, tanto più impegnativa sarà la digestione, che non coinvolge, però, soltanto l’apparato digerente, ma l’organismo nel suo complesso.  In particolare, durante i pasti copiosi sono sintetizzati ormoni che incidono a livello cardiaco aumentandone il battito e la pressione sanguigna.  Questo determina più alte richieste di ossigeno e un lavoro extra per il cuore.

 

  1. 7/8 ORE TRA UN PASTO E L’ALTRO:

Far passare almeno 7 – 8 ore da un pasto all’altro (distanziare in giorni diversi i pasti più impegnativi).

 

  1. 2 ORE PRIMA DI CORICARSI:

Dopo un pasto abbondante aspettare almeno due ore prima di coricarsi.

 

  1. PASTI PIÙ IMPEGNATIVI A PRANZO

Mettere i pasti più impegnativi a pranzo piuttosto che a cena.

 

  1. UN PASTO LEGGERO PRIMA DI UNA CENA ABBONDANTE

Una cena abbondante è preceduta da un pasto leggero, costituito per esempio da insalata mista e tonno al naturale (oppure un minestrone di verdura e della ricotta magra) e un frutto

 

  1. ATTIVITÀ FISICA DURANTE LE FESTIVITÀ

Per quanto concerne l’attività fisica, ricordiamoci che ogni occasione è buona per far movimento, ad esempio, vi suggerisco di, portare i panettoni a vostra suocera senza usare l’ascensore ma salendo le scale due gradini per volta: ottimo esercizio di tonificazione per gambe e glutei … e che dire poi del magico momento in cui aprirete i doni ?  Sarebbe ancora più speciale se fatto sostenendosi su di una gamba sola, favorireste i sistemi propriocettivi e migliorereste il vostro equilibrio … mi raccomando: un sorriso costa meno dell’elettricità ma dona più luce, pertanto non correte il rischio di farvi male nella frenesia di questi esercizi!

 

 

Tornando a essere seri l’esercizio fisico è molto importante non soltanto perché permette di consumare calorie in eccesso, ma anche perché può aiutare a contrastare l’aumento dei trigliceridi nel sangue, dopo un pasto ricco di grassi.  Quindi, dopo aver mangiato, è utile fare attività fisica (almeno due ore dopo il pasto), ma con moderazione (65 – 70% della frequenza cardiaca massima) per almeno 45’ – 1 ora e se si decide di fare una camminata all’aperto è bene proteggersi dal freddo, perché le basse temperature causano vasocostrizione quindi meno irrorazione al cuore.

 

  1. DOPO LE FESTIVITÀ RIPRENDERE GRADUALMENTE LA PALESTRA

Per i più esigenti e per chi fa già attività fisica in palestra vi illustro una scheda di ripresa dopo la pausa natalizia.

Suggerisco di ricominciare con 2 / 3 allenamenti da un’ora circa per due settimane.

Dopo 10/15’ di riscaldamento a una macchina cardio – fitness (tapis roulant o cyclette), dedicarsi per circa 10’ agli addominali con gli esercizi più semplici ma efficaci tipo crunch da supino e gli obliqui.  Passare poi agli esercizi per le gambe, tra i più efficaci gli affondi e il ½ squat (per esempio 2/3 serie per 15 ripetizioni con un carico moderato), per poi passare a quelli per la parte superiore: le distensioni con i manubri a trenta gradi per i pettorali, la lat machine per i dorsali, le alzate laterali per le spalle (2/3 serie per 12 ripetizioni), mentre per le braccia è utile eseguire il curl con manubri e i tricipiti ai cavi (2/3 serie per 10 ripetizioni).

Alla fine è molto importante impostare almeno 30’ di lavoro cardiovascolare ad intensità variabile non solo per bruciare le calorie ma per allenare nuovamente il cuore, depurare i reni e fegato.

 

Prof. Matteo Rossi

Athletic trainer

                                   

 

 

Chiediamo a Marina: allenamento e spuntini… e il caffè?

 

Marina è la nostra istruttrice dei corsi di gruppo (qui lista e orari–> https://cusbergamo.it/centro-fitness/corsi-fitness-compresi-negli-abbonamenti/). Le abbiamo chiesto se le capita di dare consigli  su cosa mangiare per affrontare una sessione di allenamento, e se il caffè può essere o meno un valido aiuto per ricaricarsi prima e durante la sessione.

In 26 anni di lavoro nel mondo del fitness mi è capitato di dare consigli su cosa consumare prima o durante un allenamento. Ovviamente, non essendo nutrizionista di professione, ci tengo sempre a precisare che i miei sono solo consigli basati sull’esperienza personale e articoli relativi a studi scientifici letti da riviste specializzate, ma non possono in alcun modo sostituire il consulto di una figura professionale esperta di nutrizione!

L’alimentazione svolge un ruolo importante prima di allenarsi affinché l’organismo possa sopportare lo stimolo allenante, per recuperare prima e mantenere la glicemia costante. Ovvio che si parla di un allenamento per persone “comuni” in palestra, per gli atleti professionisti invece il discorso è più ampio e dettagliato e varia a seconda dello sport praticato. Generalmente, un pasto prima dell’allenamento in palestra deve essere di elevata digeribilità e con alimenti di medio-basso indice glicemico. Uno spuntino ideale dovrebbe avere tra le 100 e le 200 calorie, ideale un mix di proteine magre, carboidrati di qualità e grassi sani. E soprattutto non dimenticarsi di bere acqua già da prima di allenarsi! Vanno bene barrette energetiche, yogurt, pane integrale con marmellata o una manciata di noci; va bene anche un piccolo panino con della bresaola, o se la si digerisce una banana. Bisogna comunque sempre ricordarsi che si parla di un spuntino pre-allenamento, non di un pasto!

Per quanto riguarda il caffè, secondo varie ricerche effettivamente la caffeina diminuisce il senso di stanchezza e potenzia l’azione negli stimoli di contrazione. L’unico svantaggio può essere la disidratazione, quindi sì al caffè prima di allenarsi, ma bere anche acqua prima e durante l’allenamento!

GIFT CARD del CUS Bergamo… per un regalo che non possa essere dimenticato!

 

Cosa regalare per Natale?

Oggetti, vestiti, cibo, gioielli… la scelta è varia, ma non c’è sicurezza che il regalo venga apprezzato! I gusti tra chi compra e chi riceve possono essere diversi, con i regali tradizionali non c’è garanzia che questi non vengano dimenticati in un cassetto.

Ma… hai mai pensato di regalare una fonte di benessere? Sarebbe fantastico poter regalare a chi vogliamo bene la possibilità di sentirsi sempre al meglio, di investire sul proprio benessere fisico e mentale.

Se l’idea ti piace, puoi farlo! Passa al CUS Bergamo e chiedi le nostre GIFT CARD… puoi scegliere tu cosa regalare tra i vari abbonamenti e servizi offerti in base all’età e alle esigenze della persona, oppure puoi regalare un importo che potrà essere speso a discrezione del ricevente presso il nostro centro (25€, 30€, 50€, 75€, 100€ o un importo da te definito). Qui istruttori e professionisti potranno trovare la soluzione migliore alle sue esigenze.

La GIFT CARD dovrà essere attivata presso il nostro centro entro 3 mesi dalla data di acquisto.

Ti piace l’idea? Cosa aspetti? Passa da noi e vai sul sicuro scegliendo un fantastico regalo!

Ti aspettiamo, a Dalmine in via Verdi 56  (dal lunedì al venerdì dalle 07 a mezzanotte, sabato dalle 9 alle 18, domenica dalle 9 alle 14); oppure chiama il 035 372819 per maggiori informazioni.

VALUTAZIONE DELLA POTENZA AEROBICA

La valutazione della massima potenza aerobica di un soggetto è molto importante per conoscere lo stato di forma, sia dal punto di vista della prestazione sportiva che della condizione di fitness generale. Tale valutazione può essere eseguita sia con test diretti che indiretti. Alcuni dei test indiretti, conosciuti in letteratura, sono facilmente repricabili in una palestra e ci permettono di misurare:

  • La massima potenza aerobica
  • La velocità aerobica massimale (VAM)

Tra i metodi indiretti, quelli più semplice da eseguire, sono il test di Cooper [1] ed il Rokport fitness walking test (o test della camminata).

Il primo è preferibile utilizzare con persone allenate e abituate alla corsa, il secondo in persone poco allenate o di età avanzata.

Richiedono entrambi soltanto la disponibilità di un cronometro e di un tapis roulant con contachilometri.

Esecuzione del test di Cooper

Il test consiste nel percorrere il maggior numero di chilometri in 12’, il risultato è dato dalla distanza percorsa. “È un test di potenza perché esiste una correlazione significativa tra la distanza percorsa in 12’ e la massima potenza aerobica (espressa in mL/kg/min), ricavabile dalla formula:

 

(d12-504.999) / 44.73

Dove d12 è la distanza (in km) percorsa in 12’” [2]

 

 Una volta terminata la prova confronto la distanza ottenuta nelle tabelle di riferimento e ottengo lo stato di forma del soggetto.

Per ottenere il calcolo della soglia anaerobica procedo in questo modo:

  • Moltiplico la distanza percorsa per 5 (ottengo la distanza media percorribile in un’ora e la relativa velocità media. Il valore ottenuto rappresenta il 110 – 115% della soglia anaerobica.
  • Quindi divido il risultato per 110 e moltiplico per 100, poi ripeto l’operazione dividendo per 115 e moltiplicando per 100 per ottenere il range di lavoro

Esempio:

Se nel test di Cooper percorro 2Km, moltiplico 2 per 5 e ottengo 10, poi:

10/110×100=9,10

10/115×100=8,7

Il soggetto ha una velocità aerobica massima tra i 8,7 e 9,10 km/h

 

Se abbiamo a disposizione il valore di VO2max:

VAM (Km/h) =VO2max/3,5

 

Esecuzione del Rockport Fitness walking Test [3]

Consiste nel camminare su un tapis roulant ad un passo costante e alla massima velocità per un miglio (1609 metri). Al termine annotare il tempo impiegato e la frequenza cardiaca.

È un test submassimale che permette di valutare il massimo consumo di ossigeno

 

 

 

Valori di riferimento VO2max [4]

 

MASCHI
Età Molto scarso Scarso Medio Buono Ottimo Eccellente
13-19 <35.0 35.0 – 38.3 38.4 – 45.1 45.2 – 50.9 51.0 – 55.9 >55.9
20-29 <33.0 33.0 – 36.4 36.5 – 42.4 42.5 – 46.4 46.5 – 52.4 >52.4
30-39 <31.5 31.5 – 35.4 35.5 – 40.9 41.0 – 44.9 45.0 – 49.4 >49.4
40-49 <30.2 30.2 – 33.5 33.6 – 38.9 39.0 – 43.7 43.8 – 48.0 >48.0
50-59 <26.1 26.1 – 30.9 31.0 – 35.7 35.8 – 40.9 41.0 – 45.3 >45.3
60+ <20.5 20.5 – 26.0 26.1 – 32.2 32.3 – 36.4 36.5 – 44.2 >44.2

 

FEMMINE
Età Molto scarso Scarso Medio Buono Ottimo Eccellente
13-19 <25.0 25.0 – 30.9 31.0 – 34.9 35.0 – 38.9 39.0 – 41.9 >41.9
20-29 <23.6 23.6 – 28.9 29.0 – 32.9 33.0 – 36.9 37.0 – 41.0 >41.0
30-39 <22.8 22.8 – 26.9 27.0 – 31.4 31.5 – 35.6 35.7 – 40.0 >40.0
40-49 <21.0 21.0 – 24.4 24.5 – 28.9 29.0 – 32.8 32.9 – 36.9 >36.9
50-59 <20.2 20.2 – 22.7 22.8 – 26.9 27.0 – 31.4 31.5 – 35.7 >35.7
60+ <17.5 17.5 – 20.1 20.2 – 24.4 24.5 – 30.2 30.3 – 31.4 >31.4

 

Prof. Matteo Rossi

Athletic trainer

 

[1] Cooper 1968

[2] G. S. Roi, I test di valutazione funzionale nel calcio, Edizione Correre, 2014

[3] https://www.my-personaltrainer.it/rockport-test.html

[4] ibidem

 

ALLENAMENTO AEROBICO ED ANAEROBICO

 

Premesso che qualsiasi attività  fisica, se bene ben programmata e fatta con il giusto spirito, giova al fisico (e anche alla mente), non vi è  dubbio che fra lavoro aerobico e anaerobico vi sia una netta differenza (come è evidente dalle parole stesse).

Entrambi i tipi di lavoro danno innumerevoli benefici al nostro corpo. Ecco di seguito i principali:

 

Benefici generali

Diminuzione dello stress

Benefici dell’apparato cardio-circolatorio 

Pressione

Polmonare

Cellulite

Diabete

A livello capillare

Benefici dell’apparato scheletrico

Contrasta l’artrosi e l’osteoporosi

Benefici dell’apparato muscolare

Aumento della forza e della resistenza

Migliora la capacità aerobica 

 

A livello teorico definiamo un esercizio aerobico un’attività  durante la quale l’ossigeno diventa parte determinante  nel processo di scissione dell’atp (adenosin tri fosfato: è la molecola energetica  necessaria per l’attività muscolare).

Diversamente invece definiamo  un esercizio anaerobico quando la risintesi dell’atp avviene in assenza o scarsità  di ossigeno.

La differenza sostanziale fra i due tipi di lavoro è  proprio il diverso impiego dell’ossigeno.

 

Per capire che tipo di lavoro scegliere è  bene comprendere le differenze sui tipi di benefici che ognuno di essi produce  e sulla tipologia di persone alle quali sono rivolti.

 

I lavori aerobici (accessibili a tutti)  permettono di mantenere il proprio fisico in salute con attività  per tonificare  e rafforzare le funzioni cardiache, sono lavori a bassa intensità e di lunga durata (per esempio una camminata di 40′).

 

I lavori anaerobici producono un miglioramento della massa corporea, della forza resistente  e della potenza muscolare.

 

Fra i due tipi di lavori ci sono molte differenze che forniscono anche indicazioni utili su chi può  svolgere un tipo di attività  piuttosto che l’altra. Per esempio una persona anziana dovrebbe prediligere un lavoro aerobico, mentre un ragazzo  giovane e allenato potrebbe farli entrambe.

 

In conclusione mi sento sempre di dire e consigliare che prima di cimentarsi nelle cose  è  sempre meglio chiedere  ad una persona qualificata nel settore: il giusto mix fra i due tipi di lavori costituisce l’allenamento ottimale, ma bisogna sempre fissare prima l’obiettivo e da quello cominciare a programmare.

 

Dott. Andrea Cattaneo

Direttore Fitness CUS Bergamo

Intervista a Antonio Englaro, insegnante di Aikido presso il CUS Bergamo

 

COSA É L’AIKIDO?

AIKIDO è l’acronimo di tre parole, Ai (unione/legame), Ki (energia/spirito), Do (via/metodo). E’ un’elegante arte di autodifesa di rara potenza ed efficacia, che non è frutto dell’applicazione di forza fisica, ma l’esecuzione di precisi e raffinati movimenti studiati e ripetuti innumerevoli volte con impegno fisico e mentale.

 

COME E QUANDO HAI CONOSCIUTO L’AIKIDO?

L’ho incontrato per caso, nel 1998. Per motivi di lavoro avevo conosciuto un insegnante di Judo, il quale mi invitò presso la palestra dove insegnava per una lezione di prova. Il giorno indicato mi sono presentato, ma sbagliai l’orario, arrivando un’ora prima. In palestra c’era un piccolo gruppo di atleti che stava praticando sui tappetini, sotto l’attenta guida di un barbuto omone. Alcuni di loro indossavano una strana gonna-pantalone di colore nero, altri no. Dopo dieci minuti, l’insegnate mi chiese cosa volessi, sentita la mia risposta mi disse che Judo iniziava un’ora dopo, quindi mi offrì due possibilità: andarmene e tornare dopo, oppure salire sul tatami. Da quel momento, metaforicamente, non sono più uscito dal dojo, ne’ sono sceso dal tatami, ricevendo da lui il mio primo hakama (i tipici pantaloni neri indossati dai praticanti di arti marziali tradizionali). Devo ringraziare questo Maestro per l’opportunità della scoperta, ma anche un altro Maestro incontrato in seguito per gli anni che mi hanno dedicato.

 

A CHI É CONSIGLIATO? LO POSSONO FARE TUTTI O VI SONO LIMITI DI ETÀ?

E’ consigliato a tutti, non ci sono limiti di età, sia per iniziare sia per continuare la pratica. A qualunque età produce benefici fisici e mentali fortemente percepibili. Nei più giovani favorisce lo sviluppo motorio generale, nei più maturi favorisce il mantenimento delle capacità motorie. Per tutti favorisce lo sviluppo e il mantenimento di un buono ed equilibrato tono muscolare.

 

SE UN RAGAZZO/A VOLESSE INIZIARE AIKIDO, COSA CONSIGLIERESTI? SERVE UN ABBIGLIAMENTO PARTICOLARE?

A chi vuole iniziare, consiglio di provare, ma soprattutto di non demordere e insistere, i primi riscontri positivi saranno percepiti già dopo poche lezioni. Come abbigliamento consiglio di mettersi comodi: un paio di pantaloni della tuta e una maglietta; una volta deciso, meglio acquistare un keikogi (molti lo chiamano kimono), diverrà il più amato capo di vestiario da allenamento.

 

COME É STRUTTURATO UN ALLENAMENTO?

L’allenamento inizia sempre con il saluto tradizionale, brevi esercizi di respirazione per predisporsi mentalmente alla lezione, riscaldamento muscolare, esercizi con movimenti di base, spiegazione ed esecuzione di due o tre tecniche, esercizi di stretching e rilassamento, infine saluto tradizionale.

 

É UNO SPORT PERICOLOSO? QUALI SONO I BENEFICI E QUALI I RISCHI?

Molto dipende dalla cultura della sicurezza che l’insegnante vuole veicolare agli allievi; quando necessario deve saper rallentare e mettere in luce i potenziali rischi e le cautele da adottare per proteggersi. I benefici sono fisici e mentali. La pratica non è percepita come ripetitiva né monotona, i movimenti e le tecniche favoriscono lo sviluppo e il mantenimento equilibrato del tono muscolare, favoriscono l’acquisizione e il mantenimento dell’elasticità fisica, dell’agilità ed l’equilibrio, spingendo naturalmente il praticante a mantenere una postura corretta, morbida e rilassata. Ogni tecnica è eseguita secondo le capacità del praticante, ciò favorisce l’autovalutazione e la conoscenza del proprio corpo, quindi consapevolezza di se’ stessi.

 

ESISTONO GLI AGONISTI DI AIKIDO? PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

Nell’AIKIDO non esistono competizioni sportive, di conseguenza non esiste l’agonismo né gli agonisti. Per semplificare, l’AIKIDO va oltre lo sport, la competizione è con noi stessi. L’aikidoka ha molte caratteristiche in comune con gli atleti sportivi, è dotato di volontà, determinazione, perseveranza, è disciplinato, ordinato, rispettoso di se’ stesso e degli altri. Ha anche delle peculiarità: deve agire per preservare se’ stesso ed il compagno, deve mantenere sempre la calma e la lucidità, agisce sempre proporzionalmente alle capacità del compagno con cui si allena, non sente il bisogno di prevalere ma di collaborare, impara dai grandi maestri ma anche con i principianti, di massima sul tatami non può rifiutare un invito di un altro praticante, ama godersi il momento e la circostanza, apprende ad ogni lezione almeno una cosa (al massimo due), l’aspetto socializzante del gruppo di appartenenza si proietta anche nella convivialità.