Intervista a Zibi (Zbigniew Demianiuk), maestro di scherma presso il CUS Bergamo

 

Il CUS Bergamo Scherma può contare su un preparatissimo e affiatato team di istruttori: il maestro polacco Zbigniew Demianiuk, detto Zibi, e Sylwia Ruman, istruttrice nazionale della Federazione di scherma polacca. Cerchiamo di scoprire qualcosa di questo nobile sport, intervistando Zibi.

 

COME HAI INIZIATO AD APPROCCIARTI ALLA SCHERMA?

A 7 anni ho iniziato con il nuoto e per 5 anni ho nuotato due volte al giorno, in totale 12 allenamenti alla settimana. Dopodiché ho iniziato con il Pentathlon (per passare al Pentathlon dovevi essere un buon nuotatore), poi del Pentathlon moderno mi è piaciuta così tanto la scherma che mi hanno convinto a diventare schermidore. Ho iniziato la scherma in quello che è attualmente il più grande centro mondiale di Pentathlon, presso una società polacca stanziata sulla frontiera con la Germania, Lumel Drzonkow. Purtroppo però, per vari motivi tra cui la guerra civile in Polonia, ho dovuto interrompere la mia carriera agonistica e mi sono dedicato ad allenare.

 

RACCONTACI DEL TUO LAVORO…

Da 35 anni sono maestro di scherma, sono venuto in Italia nel ‘95, ma prima sono stato allenatore della squadra nazionale polacca di spada maschile e ho lavorato con gli atleti della squadra nazionale di Pentathlon moderno. Negli anni ho avuto il piacere di incontrare e allenare tantissimi campioni, a livello nazionale, europeo e mondiale, di diversi paesi e diverse categorie. Tra gli altri, ho avuto il piacere di allenare Arkadiusz Skrzypaszek (campione olimpico di Pentathlon alle Olimpiadi di Barcellona del ‘92) e la campionessa del mondo Barbara Kotowska. Quando sono venuto in Italia, ho lavorato a Milano, presso la società Cariplo Meneghina Milano, poi sono passato alla Bergamasca Scherma Creberg di Bergamo. Ho avuto il piacere di essere nello staff tecnico della squadra nazionale italiana. Fortunatamente, sempre a Bergamo, ho avuto anche il piacere di lavorare con il campione nazionale svizzero Michele Niggeler; sono stato allenatore della campionessa del Brasile Amanda Simeao e della campionessa della Repubblica Dominicana Elisa Segnini Bocchia. Dal 2017 lavoro presso il CUS Bergamo Scherma; sono orgoglioso, tra gli altri, di due miei atleti, i fratelli Marzani Raffaello e Roberta, che sono tornati entrambi dalle Universiadi con medaglie di bronzo.

 

SE UN RAGAZZO/A VOLESSE INIZIARE LA SCHERMA, COSA CONSIGLIERESTI?

Basta venire da noi! Deve avere tanta buona volontà e voglia di lavorare e divertirsi. Deve capire che la scherma non è soltanto uno sport per i muscoli ma innanzitutto per il cervello, perchè ci sono tantissime azioni di seconda e terza intenzione, come a scacchi. É uno sport molto di tecnica e tattica, lo sport più antico del mondo, presente dai primi giochi olimpici.

 

SI PUÒ INIZIARE A QUALSIASI ETÀ?

Certamente! Qui al CUS Bergamo offriamo un asilo schermistico (dai 4 anni fino ai 6), che offre un corso ludico una volta a settimana. Poi abbiamo i principianti di diverse età. Partiamo dai 7 anni in poi, ma abbiamo anche il corso per adulti principianti. Si può iniziare quando si vuole, anche a 60 anni e oltre. La scherma infatti è per tutte le età, per agonismo e per divertimento, non solo per fare grandi risultati. Ben vengano i grandi risultati, ma chi vuole divertirsi e pensare solo al proprio benessere, può farlo; la scherma forma il fisico e la mente!

 

É UNO SPORT PERICOLOSO?

Assolutamente no, perché siamo ben protetti! Le nostre maschere (quelle che proteggono la faccia) sono quasi contro i proiettili, è una protezione molto alta: 1600 N, ed è quasi impossibile bucare le nostre divise: 800 N (una protezione molto forte studiata appositamente per la scherma). Il FIE di Parigi controlla ogni pezzo di stoffa prima di farne una divisa di scherma. Il tessuto è molto protettivo e tecnico; ora è molto leggero, ai miei tempi era pesantissimo, sembrava quasi la corazza di un cavaliere.

 

PER DIVENTARE AGONISTA COSA CONSIGLI? CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN AGONISTA O ASPIRANTE TALE?

L’agonista di scherma deve come prima cosa essere costante, e non preoccuparsi delle prime sconfitte; questo crea un carattere forte. Infatti si dice che la scherma sia una scuola di vita: ci sono tantissime sconfitte nella vita, e noi ci tempriamo: dobbiamo analizzare le sconfitte, per migliorare e basta. Bisogna inoltre avere voglia di mettersi in competizione, e rendersi conto che ci sono anche parecchi viaggi (parlo di atleti di alto livello, come la mia atleta Roberta Marzani, campionessa del mondo, che doveva fare all’anno 9 Coppe del Mondo, 4 gare in Italia e la coppa europea). Ad alti livelli i viaggi non costano, perché te li paga la società e la federazione, le Forze Armate (perché passi alle Forze Armate); inizialmente invece è a carico dei genitori. Si cerca ovviamente di mandare a fare questo tipo di attività solo i ragazzi preparati ovviamente, non li si manda per mero turismo. Siamo i primi a proporre questo tipo di attività quando il ragazzo è pronto, però non è assolutamente obbligatorio! Si può fare scherma anche solo limitandosi alle gare in Lombardia, che sono 4 all’anno e a parte benzina e iscrizione non costano nulla. Facciamo anche gare interne tra noi, abbiamo anche fatto accordi con società straniere che vengono qui al CUS Bergamo a fare delle gare: società di Praga, società polacche, Berlino per i ragazzi più forti; ci sono anche collaborazioni con Università di Washington e Notre Dame, in America (con borse di studio). Organizziamo anche stage internazionali, ad esempio l’ultimo in Polonia con Israele, Repubblica Dominicana e altri; ovviamente, con i gemellaggi si riesce a limitare le spese.

 

CHI VUOLE VENIRE A PROVARE O ALLENARSI, COME PUÓ FARE PER AVERE DIVISA, MASCHERA E SPADA?

Noi come società abbiamo l’equipaggiamento di base, che può essere prestato in ogni allenamento. Oppure ci sono vari modi per prendere in affitto o comprare materiale nuovo o di seconda mano. Insegniamo anche a fare manutenzione alla spada e all’attrezzatura, il credo è proprio quello di insegnare ai ragazzi a fare i propri doveri quotidiani con costanza e soddisfazione. Cerchiamo infatti di creare un gruppo, in cui amicizia, rispetto e collaborazione siano all’ordine del giorno!