CUS BERGAMO

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Ce ne sono di vari tipi, in base alla fascia oraria che preferisci –> https://www.unibg.it/sites/default/files/campus_e_servizi/cus-fitness-centro.pdf

 

Cosa ti offre un abbonamento 7-17? Dalle 7 alle 17 dal lunedì al venerdì puoi usufruire della sala fitness, della pista esterna illuminata e dei corsi in programma nelle nostre sale nella fascia oraria (Pilates, Cardio Fit, Spinning, No Age Fitness, GAG, Physical Tone, Fit Crossing, Pump, Aeroboxe, Step, Real Ball, Fitboxing); sabato e domenica entri QUANDO VUOI.

Sauna e bagno turco compresi, per permetterti di rilassarti al meglio dopo l’allenamento!

Puoi scegliere l’abbonamento mensile, trimestrale, semestrale o annuale. A partire dalla data scelta di inizio, l’abbonamento avrà durata effettiva rispettivamente di 1, 3, 6, 12 mesi.

 

Per ulteriori informazioni –> https://cusbergamo.it/centro-fitness/

 

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Il ruolo della tonificazione per dimagrire

 

 

 

1 – Dimagrire non significa pesare meno, ma perdere grasso

Parlare di dimagrimento attraverso l’attività fisica implica soprattutto considerare l’importanza del concetto di tonificazione muscolare. Alcune persone che soffrono la condizione di sovrappeso possono correre il rischio, attraverso una dieta rapida, di perdere sì gran parte del peso in eccesso, ma rimanendo flaccidi e non completamente soddisfatti per i sacrifici e le fatiche fatte… quindi è bene sottolineare il fatto che dimagrire non significa genericamente perdere peso, ma piuttosto significa specificatamente perdere grasso.

 

2 – Diete senza attività fisica fanno perdere muscolatura

Paradossalmente, quando attraverso una dieta dimagrante si perde peso senza attività fisica, ciò che in realtà scompare non è massa grassa, ma massa magra (ovvero acqua e tono muscolare). Pertanto: dimagrire correttamente corrisponde al perdere massa grassa mantenendo (o addirittura incrementando) la massa magra attraverso l’esercizio fisico.

 

3 – Maggiore massa magra aiuta a consumare più calorie

Non dimentichiamoci inoltre che la diminuzione della massa magra attraverso uno scorretto regime alimentare porta con sé il rallentamento del metabolismo e la maggior fatica a perdere chili in eccesso. Tra due persone di pari peso consuma più calorie quella con una maggiore quantità di massa magra perché con un metabolismo più alto (metabolismo = massa magra x 24 x 1,3).
Per potere impostare un programma di allenamento efficace, è necessario conoscere i valori iniziali di massa magra e massa grassa della persona da allenare, come già approfondito in articoli precedenti: una metodica molto adeguata per rilevare lo status iniziale è la plicometria (fit comp).
A seconda dei risultati della valutazione plicometrica della composizione corporale, si può impostare un programma di allenamento ad hoc, riguardo la durata, il volume, l’intensità, i carichi, le serie, le ripetizioni, i recuperi, ecc. Tutto questo ci permetterà di pianificare l’attività fisica più adatta per aumentare le massa muscolare (aumentando così il metabolismo) e non perdere la massa magra.

 

4 – Non allenarsi tutti i giorni

È importante allenarsi intensamente ma non tutti i giorni: il consiglio è andare 2-3 volte alla settimana in palestra e realizzare esercizi abbastanza intensi da stimolare il metabolismo.

 

5 – No allenamento aerobico prima di esercizi di pesistica

Un tipico errore è di far precedere l’allenamento aerobico alla sala pesi. Questo è sbagliato, perché lo sforzo anaerobico, intenso e di breve durata, che si realizza in sala pesi è utile per l’uso delle riserve glucidiche. Per sfruttarle al meglio, questo lavoro deve precedere quello aerobico.

 

6 – Attività aerobica di intensità moderata

Riguardo all’attività aerobica, dev’essere d’intensità moderata (FC-frequenza cardiaca- circa il 70% dell’FC massima; FCmax= 220 – l’età) e, se segue il lavoro agli attrezzi, della durata di non più di 30’ per evitare a volte la perdita di massa magra e che l’allenamento diventi troppo impegnativo con il rischio di incappare nel sovrallenamento.

 

7 – Esercizi pluriarticolari

In sala pesi è consigliabile poi scegliere esercizi pluriarticolari (che impieghino molti gruppi muscolari alla volta): affondi sulle gambe, ½ squat, distensioni o croci con i manubri, trazioni, ecc. Questi movimenti bruciano più calorie di quelli che coinvolgono un solo gruppo muscolare (es: tricipiti ai cavi, curl con i manubri, leg extension….). Evitare poi il sovrallenamento: molte volte provoca la perdita di tono muscolare, e ciò rende controproducente il tutto. E ricordatevi anche: in caso d’inappetenza, dolori articolari e debolezza, fareste bene a prendervi un paio di giorni di recupero!

 

8 – Perdere peso combinando attività fisica e alimentazione

L’attività fisica deve procedere di pari passo con la cura dell’alimentazione, per evitare squilibri e per massimizzare gli effetti dell’allenamento, nell’ambito di un corretto stile di vita.

 

 

Prof. Matteo Rossi

Responsabile area fitness

C.U.S. Bergamo

 

Allenare gli addominali. Gli errori più comuni

1) SPENDERE MOLTO TEMPO PER ALLENARE GLI ADDOMINALI
Per ottenere un addome tonico e la tanto famigerata “tartaruga” (in america la chiamano “six pack”) non occorre eseguire serie interminabili di crunch, e state certi che allenando solo ed esclusivamente gli addominali con crunch, crunch inversi e sit-up non dimagrirete nemmeno di un etto nella regione addominale. I crunch sono un ottimo stimolo allenante che fornisce forza e tonicità, ma purtroppo il dispendio calorico che ne deriva è troppo basso per attivare i processi metabolici di mobilitazione dei grassi.
Per ottenere un effetto di dimagrimento e mettere in evidenza la “tartaruga” occorre allenarsi con workout che stimolino l’intero corpo, l’esercizio aerobico è naturalmente la punta di diamante, un’ora di corsa, di cyclette o di nuoto conferiscono un ottimo stimolo allenante ed oltre a mantenere in forma il sistema cardiovascolare permette la mobilizzazione dei grassi.
Anche un allenamento in sala pesi come un circuit-training è utile per il dimagrimento, l’esecuzione di una serie di esercizi a medio – bassa intensità con tempi di recupero ridotti fornisce un buon allenamento aerobico adatto al nostro scopo.

2) VANIFICARE TUTTO L’ALLENAMENTO MANGIANDO MALE
Non è un caso che l’alimentazione per chi fa palestra sia importantissima, l’alimentazione guida lo stato di salute del nostro corpo e se intendiamo dimagrire e tonificare la zona addominale dobbiamo prestare molta attenzione a come ci alimentiamo. In primo luogo teniamo sotto controllo l’assunzione di grassi, abbattere la massa grassa è il nostro scopo ma non dobbiamo eliminarli completamente dalla nostra dieta, i grassi sono comunque molto importanti nel metabolismo endocrino, fare quindi attenzione ai grassi di origine animale e ai derivati industriali, come i grassi idrogenati.
Un altro importante effetto che vogliamo ottenere è la definizione e la comparsa della “tartaruga” (“six pack”): per ottenere ciò dobbiamo puntare alla riduzione della ritenzione idrica nella zona addominale, quindi una dieta ricca di acqua e fibre è quello che fa al caso nostro.
Bere quindi molta acqua e dare largo spazio a frutta e verdura ci garantirà una buona definizione degli addominali non appena cominceranno a fare capolino.

3) ESEGUIRE GLI ESERCIZI CON MOVIMENTI VELOCI E NON CONTROLLATI
Spesso si vedono persone eseguire crunch in maniera scorretta, l’errore più comune è quello di sollevare troppo il busto rendendolo uno pseudo sit-up, l’esercizio deve essere eseguito con la corretta tecnica d’esecuzione (partendo da supini, piedi appoggiati a terra, sollevare le spalle e le scapole!) e soprattutto con un movimento controllato. La regola non vale solo per l’allenamento degli addominali ma per tutti gli esercizi di muscolazione, la fase concentrica (di salita) del movimento deve essere eseguita con un movimento deciso e seguita da un momento di pausa nel quale si mantiene la contrazione per qualche secondo, è importante cercare di attivare tutte le fibre muscolari possibili ad ogni contrazione.
La fase negativa invece deve essere più lenta in modo da mantenere il pieno controllo della contrazione e non farsi sopraffare dalla forza newtoniana con il rischio di compiere una discesa veloce e poco efficacie dal punto di vista della stimolazione neuro-muscolare.

Dott. Andrea Cattaneo CUS

Il CUS primeggia nella staffetta 3×7 km “Bergamo ConCORRE per la legalità … e per la disabilità” 2017

 

Domenica 24 settembre, in occasione della quinta edizione della Bergamo Half Marathon, le forze dell’ordine, le istituzioni, l’Università e il mondo delle imprese di Bergamo si sono messi in gioco nella staffetta 3×7 km “Bergamo ConCORRE per la legalità … e per la disabilità” promossa dall’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo.

I 21,097 km della mezza maratona sono stati suddivisi in tre frazioni da 7 km circa ciascuna, snodatisi tra le vie più belle di Città Alta e Bassa (partenza ore 10 da Colle Aperto; primo cambio ex Ospedale Maggiore; secondo cambio Piazza Libertà; arrivo al Teatro Donizetti).

399 partecipanti per 133 squadre (20 dell’Università con studenti e personale docente e non docente). Prima fra tutti – con il tempo di 01:07:59 – la squadra UniBg composta da Pietro Sonzogni, Nicola Nembrini e Danilo Gritti, studenti di Ingegneria, premiati sul palco dal Generale Virgilio Pomponi, Comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza, insieme con i Prorettori Prof. Stefania Maci, Matteo Kalchschmidtt e Flavio Adobati, che hanno anche partecipato alla gara.
Seconda nella classifica generale la squadra della Guardia di Finanza con Luca Bonazzi, Giovanni Gualdi e Alberto Narduzzi, con un distacco dai nostri di 00:04:20. Di rilievo anche le prestazioni della staffetta mista composta da Isabella Labonia, Ivo Corti e Federica Curiazzi (quinta assoluta con il tempo di 01:27:03) e quella della staffetta tutta femminile di Annalisa Cristini, Rosella Giacometti e Daniela Andreini, docenti di Economia.

I runners hanno corso sfidando il tempo inizialmente nuvoloso, che ha fortunatamente retto, spronati dal pubblico numerosissimo e pronto a tifare. E’ stata una giornata fantastica, ricca di emozioni e soddisfazioni. Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi, degli studenti e dei professori che hanno indossato la maglia del CUS in questa staffetta per promuovere la legalità e sostenere la PHB, associazione impegnata sul territorio per favorire la pratica dello sport da parte di atleti disabili.

Allenare gli Addominali. La regione addominale

LA REGIONE ADDOMINALE
Ogni gruppo muscolare dell’addome ha un compito essenziale nel eseguire le funzioni generali del busto. I vari gruppi operano in sincronia in ogni azione che sforzi gli addominali.

RETTO ADDOMINALE
Il retto addominale è un muscolo piatto e lungo posto sulla parte anteriore dell’addome che si estende nella regione che va dallo sterno al pube. Questo tessuto muscolare ci permette di flettere la colonna vertebrale e sostenere gli organi contenuti all’interno degli addominali.

OBLIQUO ESTERNO
Composto da fibre oblique che si estendono dalla regione inferiore della gabbia toracica alle creste iliache antero-superiori. L’obliquo esterno flette il tronco di lato e lo fa ruotare.

OBLIQUO INTERNO
Situato nella stessa regione dell’obliquo esterno, ma si caratterizza per le fibre dirette nel senso opposto. Questi due muscoli lavorano in modo sinergico, operando nelle medesime azioni.

TRASVERSO
Situato al di sotto dei due muscoli obliqui e le sue fibre sono trasversali. Oltre ad assistere addominali obliqui nelle loro azioni,ha il compito di trattenere i visceri.

QUADRATO DEI LOMBI
E’ costituito da due muscoli che si trovano ai lati del rachide e che vanno dall’ultima costola alle creste iliache (anca superiore-anteriore). In sinergia con gli altri muscoli degli addominali, il quadrato dei lombi permette di compiere tutti i movimenti possibili a livello del bacino

Dott. Andrea Cattaneo CUS

Allenare gli addominali. Esercizi

ABDOMINAL MACHINE
Grazie alle camme della macchina lo sforzo è costante per tutta l’escursione del movimento. Il sedile andrà regolato in modo che la barra d’appoggio costituisca il fulcro della leva. In questo esercizio entrano in gioco i retti addominali, obliquo interno ed esterno.

ADDOMINALI AL ROTARY
Seduti correttamente alla macchina, con la schiena dritta, afferriamo le apposite impugnature effettuando delle torsioni laterali del busto. Accompagniamo il lento ritorno alla posizione di partenza.

CRUNCH ALLA PANCA
Distesi sull’apposita panca, con le gambe ed i piedi correttamente posizionati, formando un angolo tendenzialmente retto fra bicipiti femorali e polpacci, portiamo le mani dietro la nuca e, con la contrazione della muscolatura avviciniamo il busto alle ginocchia. Stacchiamo le spalle dalla panca e manteniamo aderente la zona lombare.

CRUNCH INVERSO
Supini sulla panca, afferriamo le apposite impugnature con le braccia e, portando le gambe verso l’alto, effettuiamo delle contrazioni della muscolatura per elevare il bacino dalla panca, accompagniamo la discesa del solo bacino nella fase passiva.

CRUNCH INVERSO INCLINATO
Supini sulla panca inclinata, afferriamo le apposite impugnature con le braccia e, portate le gambe verso l’alto, effettuiamo delle contrazioni della muscolatura per elevare il bacino dalla panca, accompagniamo la discesa del solo bacino nella fase passiva.

SIT-UP
Efficacissimo esercizio, da eseguire senza mai staccare il bacino da terra, ma solo le spalle, espirando nella fase concentrica. Le mani possono essere messe anche sul petto per ridurre il carico. E’ consigliato porre un piccolo rialzo rigido sotto la testa, che comunque non verrà toccato durante la fase passiva. Non interrompere la contrazione durante le ripetizioni.

In conclusione consiglio vivamente di non improvvisare esercizi impossibili ma cercare sempre un consiglio di un tecnico qualificato il quale saprà darvi dei giusti suggerimenti per un corretto utilizzo del proprio corpo e dei macchinari.

Dott. Andrea Cattaneo CUS

Allenare gli Addominali. Introduzione

La teoria di allenamento degli addominali spesso non è ben compresa; molte persone si limitano ad eseguire centinaia di crunch senza però capire come funzionano i muscoli addominali e le metodologie di allenamento più indicate.

La tanto famosa e desiderata tartaruga non è raggiungibile solo massacrandosi di esercizi. La chiave per ottenere degli addominali ben in vista è: diminuire il tessuto adiposo che si interpone tra il tessuto epidermico e il tessuto muscolare. Può accadere, infatti, che persone con una massa muscolare addominale molto sviluppata non abbiano un’eccellente definizione dell’addome, mentre persone che non hanno mai allenato l’addome si ritrovano con un’eccellente definizione dovuta solo ad una bassa percentuale di grasso corporeo. In linea generale si dice che per ottenere una buona definizione gli uomini dovrebbero raggiungere il 10% di massa grassa corporea, mentre le donne il 14%, ma in pratica varia da persona a persona e dall’età.

Spesso su riviste e in televisione sono proposti dei modelli con degli addominali che paiono scolpiti nella roccia: beh, se desiderate ottenere dei risultati simili, non c’è bisogno di routine di allenamento studiate dalla NASA, tantomeno la genetica di Hercules; la fantomatica “tartaruga”, come dicevamo, è ben nascosta al di sotto di uno strato adiposo e appannata dalla ritenzione idrica. Non ti preoccupate, è tutto più che normale; non normale è invece assumere diuretici e raggiungere percentuali di massa magra pericolosamente basse per raggiungere tali risultati. Se ci fate caso, spesso, chi possiede addominali particolarmente definiti possiede anche dei vasi venosi superficiali molto evidenti nella regione addominale/pelvica, questo perché è stata eliminata sia la ritenzione idrica sia lo strato superficiale di grasso che prima li nascondeva.

E’ possibile arrivare a un’eccellente definizione del proprio addome, grazie ad un corretto e costante allenamento (costituito oltre che da esercizi specifici sugli addominali anche da attività cardio – esempio: tappeto, bici, cross trainer … – a basso impatto, 65/70% della frequenza cardiaca massima per almeno 45’/60’) e da una sana ed equilibrata alimentazione!

Importante poi sottolineare che, come al solito, la risposta all’allenamento è molto soggettiva; a chi per genetica tende ad accumulare poco grasso nella regione addominale occorrerà meno tempo per avere una buona definizione degli addominali rispetto a chi invece geneticamente tende ad accumulare grasso nella regione addominale.

L’effetto estetico degli addominali è dovuto dai tendini che attraversano il gruppo muscolare, proprio per questo il retto addominale è un muscolo che non possiede delle evidenti risposte ipertrofiche come altri muscoli, specialmente della parte superiore del corpo. Gli addominali tendono ad assumere una forma più gonfia durante lo stato di riposo, mentre durante la contrazione la parete addominale è ritirata verso l’interno. Un allenamento scorretto degli addominali, mirato alla massa e ignorando gli altri muscoli di supporto può portare col tempo ad un innaturale protendersi dell’addome, per evitare ciò è necessario conferire una buona tonicità anche agli altri muscoli interni di supporto, ed evitare di allenare eccessivamente il retto dell’addome.

Quello che voglio sottolineare con questo articolo è che la maggior parte di chi si avvicina all’allenamento degli addominali porta con sé un bagaglio di conoscenze sbagliate in merito alle tecniche di allenamento, agli esercizi da eseguire e come perdere realmente grasso nella regione addominale.

Nei prossimi articoli troverete ulteriori dettagli.

A presto
Dott. Andrea Cattaneo CUS

Assemblea dei Soci 24 ottobre 2017

L’Assemblea dei Soci del CUS Bergamo è convocata per il giorno martedì 24 ottobre 2017 alle ore 17.00 in prima convocazione e alle ore 19.00 in seconda convocazione presso l’impianto sportivo del CUS a Dalmine in Via Verdi 56 con il seguente Ordine del Giorno:

  1. Deliberazioni in merito all’istanza di annullamento di provvedimento del Consiglio Direttivo di esclusione da socio del CUS;
  2. Varie ed eventuali.

16 sistemi di allenamento per l’ipertrofia

La maggior parte dei sistemi di allenamento usati per l’aumento della massa muscolare sono stati inventati da allenatori o da atleti professionisti di body building, alzate di potenza … Alcuni sono passati alla storia perché scientificamente provati e capaci di aumentare l’ipertrofia, altri non sono state date prove sufficientemente validi per poter affermare che il sistema funziona. E’ impossibile stabilire quale sia il sistema di allenamento migliore, è possibile capire, invece, attraverso il continuo allenamento quale sia il più adatto per ciascuno di noi (in base alle sensazioni, ed alle risposte che il nostro corpo da ad uno stimolo allenante); importante è capire che ogni sistema di allenamento deve essere inserito in una programmazione che al termine porta ai risultati prefissati.

1. Multiple set system (1940)
Dopo tre serie di riscaldamento (dove aumento gradatamente il carico) eseguire 3-5 serie per 5-6 ripetizioni con l’80%-85% di 1RM per esercizi pluriarticolari
Panca piana
1×50% 1RM
1×60% 1RM
1×70% 1RM
3×5/6 (85% 1RM)

2. Bulk system (1967)
Eseguire tre serie per 5-6 ripetizioni per 3 esercizi con il 75% – 85% 1RM
Panca 3×5-6 (75%-85% 1RM)
Croci 30° 3×5-6 (75%-85% 1RM)
Dist. Ma. 3×5-6 (75%-85% 1RM)

3. Exaustion – set system (1983)
Consiste nel continuare fino ad esaurimento con corretta esecuzione fino a sbagliare l’ultima ripetizione
Squat 3×10 (carico massimo per le 10rip)
Leg exte 3×10 (carico massimo per le 10rip)
Leg curl 3×10 (carico massimo per le 10rip)

4. Ripetizioni forzate post-esaurimento
Arrivare fino ad esaurimento (solitamente 10rip) e continuare ad eseguire ancora 3-4rip con aiuto
Leg press 3×10+3-4 (forzate)
Leg exte 3×10+3-4 (forzate)
Leg curl 3×10+3-4 (forzate)

5. Burn system
Arrivare all’esaurimento (solitamente 10rip) e continuare per altre 3-4rip con movimenti parziali (mezze)
Leg press 3×10+3-4 (mezze)
Leg exte 3×10+3-4 (mezze)
Leg curl 3×10+3-4 (mezze)

6. Compound – set system (1981)
Consiste nell’alternare un esercizio per la parte superiore ed uno per la parte inferiore senza riposo
Panca piana
Leg press
Lat machine
Leg curl

7. Sistema piramidale
Consiste nell’incrementare gradatamente il carico diminuendo il numero delle ripetizioni. Il sistema può essere parziale ascendente, parziale discendente o completo
Panca piana 10/8/6/4/2/1
Panca piana 1/2/4/6/8/10
Panca piana 10/8/6/4/2/1/2/4/6/8/10

8. Ligth to heavy system (1978)
Consiste nell’aumentare ogni 10 ripetizioni il carico
Panca piana
1×10 (50%1RM)
1×10 (66%1RM)
1×10 (100%1RM)

9. Heavy to light system (1967)
Come il metodo precedente ma la contrario
Panca piana
1×10 (100%1RM)
1×10 (66%1RM)
1×10 (50%1RM)

10. Scarico progressivo (stripping)
Consiste nell’eseguire 4-5 ripetizioni col 90%1RM, scaricare il peso di circa 30% ed esguirne altra 4-5, continuare così per il numero di serie previste
Panca piana
5 (90%1RM)
4 (70% del 90%1RM)
4 (70% del 70% 1RM)

11. Split routine system
Consiste nel dividere l’allenamento in 4-5-6 giorni diversi in modo da allenare diversi gruppi muscolari in giorni diversi

12. Super setting system (1987)
Consiste nell’eseguire due eserci senza riposo tra muscoli agonisti/antagonisti
Curl bilancere 3×10+10 tricipiti cavi
Curl manubri 3×10+10 tricipiti corda

13. Position of flexion
Consiste nell’allenare ogni muscolo da tre angoli diversi
Bicipiti bilancere
Manubri panca inclinata
Bicipiti concentrati

14. Serie gigante (serie composta)
Eseguire 4-5 esercizi dello stesso gruppo muscolare senza interruzione e ripeter per tre volte

15. Serie 21
Eseguire 7+7+7 ripetizioni da angoli diversi
Curl
7 fino a 90°
7 da 90° a 30°
7 da 180° a 30°

16. Metodo 8×8 (1960)
Allenamenti della durata di 1 ora, con recupero fra le serie di massimo 30sec